INTERVENTI STRAORDINARI di VALERIO MAGRELLI Dopo tanti timori, ora il problema è emerso in tutta la sua urgenza: i genitori degli alunni del liceo Visconti hanno approvato all'unanimità una mozione nella quale si diffidano gli organi competenti dall'eseguire interventi eccedenti la semplice messa a norma delle aule scolastiche, nonché dall'attua-re qualsiasi progetto che interrompa la continuità scolastica (come nel caso dei doppi turni). La posta in gioco è alta e la vicenda confusa, ma andiamo con ordine. Pochi giorni fa su queste pagine, recensendo uno studio di Anna Mattei, Antonio Debenedetti ha ripercorso la storia secolare di questo primo, glorioso liceo laico della Capitale (se non addirittura d'Europa), situato nell'antico Collegio Romano dei Gesuiti. Ebbene, l'inadeguatezza degli ambienti rispetto alla normativa vigente richiedeva dei lavori. Ordinaria amministrazione? Non proprio, e per due motivi. Il primo è presto detto: dopo anni di (verosimili) programmazioni su un intervento tanto invasivo per la vita di centinaia dì studenti, ancora adesso, a una settimana dall'inizio delle opere, non esiste un'alternativa didattica. Con i muratori alle porte, si ignora il nome della succursale, né i nuovi iscritti sono stati avvisati dell'eventuale trasloco. Come giudicare un comportamento simile? Ma il vero problema è un altro: il progetto in questione, destinato a partire il 15 giugno, prevede la cessione di alcuni spazi scolastici al ministero dei Beni culturali, che occupa la restante parte dell'isolato. Così, l'ingresso principale del ministero verrebbe spostato dalla laterale via del Collegio Romano alla agognata piazza. Di questo parlava un articolo di Paolo Berdini apparso sul Corriere il 31 maggio, in cui si paventava che l'avvio dei lavori coincidesse con il «lento e silenzioso sfratto del liceo Visconti». Da qualche parte, Witold Gombrowicz ha scritto: «II consiglio del vicino è sempre male intenzionato». Gombrowicz era nato in Polonia, e certo di vicini si intendeva. Nel nostro piccolo, e senza ipotizzare scenari drammatici, resta pur sempre il sospetto di mire espansionistiche. Per questo, la mozione dei genitori invita il ministro dei Beni culturali a manifestare l'assenza di ogni interesse a estendersi negli spazi del liceo, su cui peraltro grava un vincolo di destinazione didattica. Morale: la modesta messa a norma rischia di tramutarsi nell'occasione per scalzare un istituto che simboleggia la qualità della scuola pubblica. L'aria dei tempi, poi, può fare il resto, fra l'anfiteatro costruito nella villa sarda del premier e la buvette del Senato edificata sopra il Pantheon. Ir tempi di eccesso legalizzato, non rimane che sperare in un sussulto civico magari seguendo l'esempio del Comune, che ha inaugurato il cantiere pei quella nuova sede delle medie Visconti chiamata a diventare, secondo il sui daco Walter Veltroni, la più bella de centro storico. Lasciamoci con un te ma per l'estate: «Spiegate perché ur obiettivo etico possa essere aprire uni scuola, non chiuderla».