CAGLIARI. Il disegno di legge sul Piano casa, polemicamente ribattezzato Piano cemento, è contestato da Legambiente, Italia Nostra e Wwf che per domani alle 18 hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti al palazzo di via Roma in occasione della ripresa dei lavori del Consiglio regionale. In un documento le tre associazioni ambientaliste vanno all'attacco partendo dalla «tragedia annunciata» di Messina ma ricordando anche quelle di Capoterra e i casi più recenti di Budoni e San Teodoro. «Si paga il conto - scrivono Vincenzo Tiana, Fanny Cao e Luca Pinna - della cementificazione selvaggia che ha devastato il territorio». Occorre, quindi, «cambiare strada» e pensare alla «manutenzione del territorio». Il tema è quello del dissesto idrogeologico. «Ma è grave - denunciano - che da nessuna parte ci siano segnali di cambiamento». Anzi, «nel Piano casa in discussione in Consiglio si propone di rendere abitabili i seminterrati e di dare premi di volumetria persino nella fascia costiera di 300 metri». Secondo Legambiente, Italia Nostra e Wwf «questo disegno di legge non è uno strumento temporaneo per concedere piccoli ampliamenti e tanto meno per dare abitazioni a chi non le ha, ma è il grimaldello con il quale chi oggi governa la Sardegna sta di fatto scardinando il Piano paesaggistico regionale». Quindi «è necessario rivedere radicalmente e modificare in nome dell'equilibrio idrogeologico e della sostenibilità, e dall'unica, urgente e necessaria grande opera pubblica: la messa in sicurezza del territorio».