La Giornata del Contemporaneo. I soci dell'Amaci scoprono le carte: parla il presidente Belli «Certezza e continuità da parte degli enti pubblici nell'erogazione delle risorse economiche». Questa è la formula magica per la sostenibilità nel tempo dei musei d'arte contemporanea di Gabriella Belli, presidente di Amaci e direttrice del Mart, in occasione della 5 edizione della Giornata del Contemporaneo il prossimo 3 ottobre. «Non si può lavorare sempre nello spasmo dell'incertezza» prosegue Belli. «Se la cultura è pura creatività e spontaneità, tuttavia gli enti museali devono programmare la loro attività con una pianificazione minimo triennale per poter agire con maggiore certezza. Anzi per poter lavorare con gli standard esteri sarebbe necessario un piano quinquennale delle risorse economiche». Diventare più affidabili nella programmazione culturale è condizione imprescindibile per poter lavorare in modo più proficuo con le istituzioni estere. Un esempio? «Per poter accedere ai prestiti di opere da altre istituzioni museali occorre come minimo una programmazione biennale. L'Italia purtroppo nelle relazioni internazionali è tra i fanalini di coda in Europa» prosegue il presidente. Un'efficiente programmazione si esprime poi anche attraverso la durata degli incarichi dei direttori dei musei che dovrebbero poter contare su un mandato più lungo. «Cinque anni, non i tre attuali, rappresenterebbero un periodo congruo per valutarne l'operato. A questo proposito la nomina del direttore di un museo non dovrebbe rispondere esclusivamente a logiche politiche, ma le competenze e il merito devono avere un ruolo fondamentale nella scelta» sostiene Belli. E sul bisogno di continuità si associa anche il direttore del MAMbo, Gianfranco Maraniello che suggerisce: «la continuità progettuale e obiettivi istituzionali chiari sono una garanzia per i privati che desiderano fare donazioni, per i musei è necessario provvedere a nuove politiche fiscali. In Italia prosegue Maraniello deve essere poi maggiormente sviluppata un'identità museale al fine di non creare doppioni all'interno del sistema dell'arte». Si proiettano, infatti, come «due stelle del Contemporaneo il Macro e il Maxxi a Roma» secondo Luca Massimo Barbero, direttore del primo, «attraverso consultazioni sulla programmazione e già da subito un collegamento diretto» (linea d'autobus ad hoc). Quanto alle fonti di finanziamento attualmente il 74 delle risorse economiche dei 27 musei della rete Amaci è di provenienza pubblica, il 22 da soggetti privati, e di questa fetta il 30 è dato dalle Fondazioni bancarie. Il rimanente 4 delle risorse è generato dall'attività di bookshop e biglietteria. L'affluenza di pubblico nel 2009 rapportata al 2008 è soddisfacente considerando la crisi che ha colpito il sistema. I visitatori della rete dei musei Amaci sono stati poco più di un milione, un numero stabile rispetto al 2008. Il dato è ancora più confortante in quanto evidenzia che l'arte contemporanea non ha sofferto un calo dei visitatori. Il direttore dovrà essere un vero e proprio manager, come suggerisce Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio? «Ben venga! sostiene Belli condivido perfettamente. Il direttore di un museo deve avere capacità e conoscenze manageriali, ma a una condizione: la sua preparazione deve essere anche umanistica. Sì al manager, ma umanista». Intanto rumors danno in uscita dal PalaExpo di Roma Ida Gianelli, una professionista dei musei inseditasi da appena un anno. Le ragioni potrebbero risiedere in una trasformazione dell'assetto societario dell'Azienda speciale Palaexpo in una Fondazione e in un rimescolamento delle forze in campo.
Piano di 5 anni per i musei. Ok ai direttori manager purché anche umanisti. Stop alle nomine politiche
La Giornata del Contemporaneo si svolgerà il 3 ottobre. Il presidente di Amaci, Gabriella Belli, sostiene che la continuità e la pianificazione sono fondamentali per la sostenibilità dei musei d'arte contemporanea. Gli enti museali devono programmare la loro attività con un piano triennale o quinquennale per poter agire con maggiore certezza e lavorare con gli standard esteri. La nomina del direttore di un museo dovrebbe essere basata sul merito e le competenze, non solo su logiche politiche. La continuità progettuale e obiettivi istituzionali chiari sono essenziali per i privati che desiderano fare donazioni e per i musei stessi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo