Dopo la Finanziaria un decreto con detassazione del secondo livello e piano casa - A DICEMBRE - Per i nuclei numerosi e i pensionati a basso reddito nuove agevolazioni fiscali e la social card in versione allargata ROMA A livello politico il percorso è tracciato, ed ha l'imprinting di Palazzo Chigi: a dicembre, valutato l'andamento dell'autoliquidazione e il gettito dello scudo fiscale "allargato" (da cui potrebbero affluire maggiori entrate per 4 miliardi), scatterà la «fase due», vale a dire un nutrito pacchetto di interventi che dovrebbe caratterizzare l'azione del Governo nel 2010, anno in cui sono in programma le elezioni regionali. Appuntamento al quale l'esecutivo annette particolare importanza, poichè si tratterà di una sorta di consultazione di «mezzo termine» da celebrare con i primi, auspicati segnali di ripresa dell'economia. Operazione di un certo rilievo, che richiede un'attenta vigilanza, day by day, sullo stato dei conti pubblici. Il lavoro preparatorio in sede tecnica è già partito, attraverso una prima ricognizione a tutto campo per quella che si configura come la vera manovra economica del 2010. La Finanziaria tabellare appena approvata dal Consiglio dei ministri - secondo quanto ha chiarito lo stesso ministro dell'Economia, Giulio Tremonti - non contiene infatti alcuna manovra di finanza pubblica, limitandosi ad aggiornare con l'anno 2012 la Finanziaria triennale varata lo scorso anno. I saldi restano invariati, e nessuna altra correzione è prevista al momento, dopo quella contenuta nel decreto anticrisi approvato in via definitiva il 1 agosto. L'appuntamento dunque è per fine anno, con il quadro più aggiornato alla mano. Per quel che riguarda il veicolo normativo, si ragiona attorno all'ipotesi di varare in dicembre, attraverso un decreto ad hoc, un mix di misure che, stando alle attuali proiezioni, si attesterebbero attorno a 5 miliardi. Si potrebbe in realtà raggiungere anche quota 7 miliardi, nel caso in cui il maggior gettito atteso per fine anno si mostrasse particolarmente favorevole. In alternativa, le misure potrebbero essere inserite sotto forma di uno o più emendamenti al testo stesso della Finanziaria. Poco cambia per gli effetti contabili dell'intera manovra, che comunque comincerebbero a dispiegare i loro effetti a partire dal 2010. Nessun impatto invece sull'anno in corso, destinato inesorabilmente a chiudere con una caduta del Pil del 4,8 e un deficit al 5,3 per cento. Nelle stime governative il prossimo anno dovrebbe registrare invece una sia pur timida ripresa, con il Pil a quota 0,7, che si attesterebbe al 2 negli anni successivi. Previsioni a bocce ferme. È evidente che uno degli obiettivi della «fase 2» è dare una scossa all'economia attraverso il rilancio dei consumi e delle attività produttive. Per questo il menù delle misure al vaglio dei tecnici dell'Economia è alquanto articolato, ma potrà essere rimodulato, arricchito o ridimensionato in funzione delle risorse effettivamente disponibili. Buona parte del finanziamento verrà dalle auspicate maggiori entrate, ma si punta a potenziare la "dote" complessiva attraverso quella che in sede tecnica viene definita «l'implementazione della riforma della pubblica amministrazione», oltre che alla rituale sforbiciata delle spese intermedie delle amministrazioni pubbliche. Ed ecco il menù delle misure in cantiere. Si parte dalla proroga della detassazione al 10 dei premi di produttività legati ai contratti aziendali. L'intenzione del Governo resta quella di estendere lo sconto agli utili, subordinata alla preventiva intesa con le parti sociali. In ogni caso dovrebbe scattare un'operazione di alleggerimento su tutto il secondo livello di contrattazione. Accanto a questo primo pacchetto di misure, il menù prevede interventi fiscali mirati per le famiglie con più figli e per i pensionati, graduati in funzione del reddito. Si potrebbe intervenire sulle detrazioni, oppure attraverso un'una tantum, con l'obiettivo prevalente di stimolare i consumi e sostenere le fasce più deboli. Il pacchetto "sociale" si completa con l'estensione del raggio di azione della social card, attraverso l'innalzamento della soglia di reddito originaria e l'allargamento della platea, e il decollo del «piano casa». Poi c'è la partita dei contratti pubblici. La Finanziaria stanzia al momento risorse per la sola indennità di vacanza contrattuale pari a 1,7 miliardi: 3,4 nel triennio secondo palazzo Vidoni. Con la manovra di fine anno potrebbero arrivare i fondi per la tranche 2010, pari a circa 2,2 miliardi. Infine si ragiona attorno a una serie di sconti fiscali mirati (tra cui tessere metrebus, rette per gli asili nido). La parte finale del pacchetto comprende interventi di spesa ad hoc in alcuni comparti, tra cui scuola e Università, e il finanziamento delle spese inderogabili, tra cui rientra il costo delle missioni militari all'estero.