Il procuratore Lo Forte: verificheremo tutte le omissioni "Individueremo i responsabili, gli avvisi di garanzia non saranno atti dovuti" MESSINA - Millecentonovantuno richieste di demolizione di manufatti abusivi in meno di tre anni, dal gennaio 2007 ad oggi, per violazione delle leggi urbanistiche ed apposizione di sigilli. E nessuna demolizione, neanche una. «Mi piacerebbe sapere il perché di tanta ignavia», dice Calogero Ferlisi, il comandante del nucleo tutela del territorio dei vigili urbani che ha prodotto questa gran mole di lavoro rimasta senza seguito. Di più, di questi 1191 manufatti abusivi che avrebbero dovuto essere demoliti dai proprietari e, in seconda battuta, dal Comune, il 15 per cento, ben 200, sono nel solo villaggio di Giampilieri. Numeri da brivido sui quali da oggi passerà la sua lente di ingrandimento linchiesta che il procuratore Guido Lo Forte ha affidato al sostituto Francesca Carenna. Troppe denunce senza seguito, e soprattutto troppe relazioni e studi tecnici rimasti a dormire nei cassetti in tutti questi anni. E ora che, da più parti, si punta lindice su quello che si sarebbe dovuto fare e non si è fatto, il procuratore Guido Lo Forte allarga il raggio della sua inchiesta e spiega: «Ho disposto un monitoraggio di tutte le denunce presentate negli ultimi anni e che potrebbero avere una connessione con questo tragico evento. Ma soprattutto dovremo verificare le ipotesi di attività o inattività riguardo ad azioni o omissioni sullimpatto ambientale». A quello zero nella casella delle demolizioni di case abusive negli ultimi tre anni, il procuratore Lo Forte commenta: «Gli ordini di demolizione spettano alle amministrazioni comunali. E naturalmente verificheremo se e chi abbia omesso di dare seguito alle ordinanze. Posso assicurare che ci muoveremo con la massima imparzialità e professionalità. Un disastro di queste proporzioni può dipendere da tre fattori: il rimboschimento, lurbanizzazione legittima o illegittima, la situazione dei torrenti. Fatto questo individueremo le responsabilità». Se avvisi di garanzia ci saranno, dunque, non saranno «atti dovuti» per consentire ai consulenti di prendere parte agli atti irripetibili, come le autopsie. Anche perché Lo Forte chiarisce di aver disposto solo delle ricognizione esterne delle salme per procedere al riconoscimento ufficiale e riconsegnarle alle famiglie prima possibile. Prima di individuare eventuali indagati bisognerà attendere la prima relazione del pool di esperti incaricati dai pm: un meteorologo, un geologo, un ingegnere civile, e soprattutto le carte sui piani urbanistici degli ultimi sei anni. I pm di Messina hanno anche preso contatto con i colleghi che si occuparono della frana di Sarno per un confronto. Allo stato, dunque, si procede per disastro colposo ma linchiesta resta a carico di ignoti. (a. z.)