Tiriamoci su. Andiamo sulla funivia dei musei. Un progetto così aereo sembra ovviamente campato in aria. Non è così. Giungono consensi. Però, unaerovia, con tutti i problemi che abbiamo a terra? Lha pensata in una notte di scirocco e allagamenti lassessore regionale ai trasporti Ennio Cascetta, luomo che ha conquistato le visceri della città ma vola sempre alto, emulo prodigioso di Lamont Young al quale non perdona di avergli rubato lidea della metropolitana 129 anni fa. Young, ingegnere napoletano figlio di un inglese e di una indiana, era una megalomane. Pensate che neanche esisteva la Coppa America e lui progettò un porto turistico a Bagnoli con lagune e canali. Poi progettò funicolari, ascensori, sopraelevate. Mentre Rosetta, un giorno sì e uno no, vorrebbe scavare un tunnel sotto via Acton, quel matto di Young voleva realizzarci una sopraelevata. Ritenuto un pericoloso visionario, si suicidò nella sua casa al Monte Echia, Villa Ebe, quella devastata da un incendio nove anni fa che il Comune, sensibile alla conservazione dei monumenti, ha lasciato tale e quale, affumicata e distrutta. Ma quandera Papa Rocco, vicesindaco sognatore, voleva trasformarla nella Casa dei turisti, roba da non credere. Qualcuno ci credette. Lamont Cascetta invece è uomo dazione. Manda avanti la talpa e sfonda. Amico fedele del Governatore, bucando la città è diventato il suo foro allocchiello. Il Governatore, ammaliato dalluomo più Unico che raro con cui lavora da un quindici Ennio, vorrebbe insignirlo della Talpa doro e della Gru dargento a memoria imperitura delluomo metropolitano. Laerovia dei musei merita di più e allassessore che vuole toccare il settimo cielo su due piloni farà dono, con molto trasporto, di un aquilone realizzato con i fondi europei.