Minoranze all'attacco sull'ultima alienazione in vista di Pra' Magno: «È fuori luogo» «Se la giunta continua a vendere il patrimonio comunale, va a finire che per la comunità non rimane più niente». Non l'hanno decisamente presa bene le opposizioni consiliari la ventilata ipotesi, dal primo cittadino Riccardo Mariani, in merito alla possibile alienazione dell'area di Prà Magno ora adibita a magazzini comunali, dopo il naufragio del contratto di project financing proposto dalla giunta e recepito da due imprese galbiatesi, ma dalle stesse abbandonato. Niente hotel, parcheggi e altre strutture ricettive, punto e a capo. Il primo cittadino - oltre alle ipotesi di mantenimento dell'area così com'è o al suo cambio di destinazione urbanistica -, non ha infatti escluso la vendita degli oltre 2mila metri quadrati su cui si estende. Morena Sgheiz, capogruppo della Casa della Libertà, è la più dura. Alla richiesta di un commento, senza esitare ritiene questa possibile soluzione come: «Assolutamente fuori luogo, sintomo che questa giunta ormai è alla frutta. Il fallimento del project financing è la testimonianza più lampante dell'ennesimo insuccesso della giunta di sinistra. Nell'esecutivo della Lega Nord di cui facevo parte, si era iniziato a prevedere la costruzione di mini alloggi per anziani in questa zona di Pra' Magno. Una soluzione ancora percorribile mio a modo di vedere, sempre che ci sia la volontà politica. Ma pare che a Mariani questo non interessi». Sergio Gatti della civica di «Paese di tutti» e Francesco Silverij del Pdl usano toni più soft, ma anche loro non fanno mistero della loro «assoluta contrarietà a solo ipotizzare la vendita di questa area». «Si può parlare di tutto - sostiene Gatti -, ma non quando mancano pochi mesi alle elezioni. La destinazione di questo spazio, così importante soprattutto per la zona in cui si trova, non può essere decisa da un'amministrazione comunale in scadenza. Occorre affrontare la questione con cognizione di causa, calma e coinvolgendo tutti. Un'idea potrebbe essere quella di destinarla alle numerose associazioni del paese che non hanno una sede». Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo del centro destra, Silverij. «In commissione - afferma - i consiglieri si trovano già i provvedimenti in discussione decisi dalla giunta, mi auguro che questo non accada anche per l'area di via Prà Magno. Posso capire in questo caso l'intento dell'esecutivo: un bando d'asta per alienare questa proprietà a ridosso di un'altra dov'è previsto un piccolo hotel può costituire un incentivo per eventuali compratori, affinché costruiscano altre strutture ricettive. Ma chi ci dice che, una vota venduta, sarà così? Un punto di riferimento così importante per Mandello non può essere completamente abbandonato dall'ente pubblico. Per questo bisogna studiare tutte le soluzioni, ma vendere tout-court mi pare davvero una soluzione infelice e controproducente». Beppe Grossi
MANDELLO Basta vendere i gioielli di famiglia. Le associazioni non hanno una casa
La giunta di Mandello ha ventilato l'ipotesi di alienare l'area di Prà Magno, adibita a magazzini comunali, dopo il naufragio del contratto di project financing proposto dalla giunta. Le opposizioni consiliari hanno reagito duramente a questa ipotesi, considerandola fuori luogo e sintomo dell'ennesimo insuccesso della giunta di sinistra. I consiglieri della Casa della Libertà e del centro destra hanno espresso la loro contrarietà a vendere l'area, considerandola troppo importante per la comunità e richiedendo una destinazione urbanistica più ponderata. Alcuni hanno proposto alternative, come la destinazione alle associazioni del paese o la realizzazione di strutture ricettive.
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