Il caso. Il Comune ha dato l'ok al pannello pubbliciario su una baracchina. Solo dopo ha avvertito la Soprintendenza LIVORNO. Se ne sta lì da diversi mesi, ma dietro la sua installazione è mancata per per un bel po' di tempo la regina delle autorizzazioni, quella delle Belle Arti. Stiamo parlando dello schermo sulla facciata dello Chalet Mauri, dove scorrono ogni giorno messaggio e immagini pubblicitarie. Quel pannello ha un impatto considerevole sul lungomare, e diversi lettori ci hanno segnalato - con un pizzico di stupore - l'eccessiva facilità con cui da un giorno all'altro lo schermo è comparso sulla baracchina. Magia? Tutt'altro. Un errore, a quanto sembra, degli uffici tecnici del Comune che avrebbero concesso il disco verde alla intsallazione "confusi" dalla presenza di un piano attuativo che consentiva la realizzazione di simili interventi in cinque baracchine su nove. Ci si è però dimenticato che questo piano non aveva alcun valore giuridico senza il nulla osta della Soprintendenza ai Beni Culturali (sul lungomare c'è un vincolo paesaggistico sul lungomare), e così, nella convinzione di procedere nel giusto gli uffici hanno dato il via libera. E quello schermo è stato montato senza il consenso della Soprintendenza. Dopo un po' di tempo, però, qualcuno deve essersi accorto del mancato rispetto delle procedure ed ha stoppato il meccanismo che, sulla base di questa logica, avrebbe potuto trasformare il lungomare in un corridoio con maxi schermi pubblicitari. La Soprintendenza si è dunque vista recapitare una richiesta di autorizzazione a cose fatte, quando cioé il primo schermo era stato montato. Di fronte al fatto compiuto le Belle Arti, a luglio, hanno concesso un'autorizzazione provvisoria, limitata dunque nel tempo. La conferma arriva direttamente dall'architetto Fiorella Ramacogi della Soprintendenza di Pisa e Livorno. «Sono venuti a chiederci l'autorizzazione con il progetto - afferma - quando il primo pannello era già stato effettivamente installato». «A quel punto - aggiunge - abbiamo deciso di procedere con un'autorizzazione non definitiva. Non c'è stato bisogno di una sanatoria perché abbiamo optato per una durata limitata nel tempo. E naturalmente abbiamo bocciato gli altri quattro schermi che prevedeva il progetto. Comunque ad oggi il pannello non è più abusivo.» La conclusione della storia è che lo schermo è destinato a rimanere lì, in solitario, per alcuni anni. Alla scadenza del contratto dovrà però essere rimosso.
LIVORNO - Lo schermo sul lungomare e l'autorizzazione a metà
Il Comune di Livorno ha autorizzato l'installazione di un pannello pubblicario su una baracchina sul lungomare, ma solo dopo aver avvertito la Soprintendenza ai Beni Culturali. Il pannello era stato installato senza il consenso della Soprintendenza, che aveva richiesto un'autorizzazione per le opere di pubblicità. La Soprintendenza ha poi concesso un'autorizzazione provvisoria per il pannello installato, limitata nel tempo, e ha bocciato gli altri quattro schermi del progetto. Il pannello è destinato a rimanere sul lungomare per alcuni anni, ma dovrà essere rimosso alla scadenza del contratto.
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