Il caso Dai giochi di luce del 2000 al nulla di oggi. Burocrazia e guasti hanno fatto precipitare la città nell'ombra Una super centrale, ma resta ferma. E ci sono anche i fondi (non spesi) Gli appuntamenti notturni in luoghi significativi della città, piazza del Plebiscito piuttosto che Castel dell'Ovo, sembrano destinati ad essere al buio. Monumenti e percorsi cittadini che altrove verrebbero valorizzati, infatti, sono di consuetudine avvolti dalle tenebre. E, ancora più grave, senza una ragione precisa. Dal 2000, infatti, Napoli vanta un impianto avanguardistico dedicato all'illuminazione dei monumenti, la cui centrale è installata nel cortile di Palazzo San Giacomo, quartier generale del Comune. In origine, il potente impianto «Digilux VM 3000», irradiava luce coinvolgendo Castel dell'Ovo, la Certosa di San Martino, Castel Sant'Elmo, via Santa Lucia, il Borgo Marinari, il Parco Virgiliano e il centro storico. E la stessa piazza del Plebiscito, dove i colori si alternavano col passare dei minuti grazie a dei cavi in fibra ottica e note sinfoniche vibravano nell'aria. Un fortunato esperimento che purtroppo non trovò seguito e di cui resta oggi solo un vago ricordo. Stessa storia per il lungomare, e per i percorsi più battuti dai turisti. Malgrado il potente controller «Digilux VM 3000» di Palazzo San Giacomo, un tempo presentato alla città con grande orgoglio. «La situazione di stallo deve essersi determinata per un guasto iniziale cui è seguita l'introduzione di una nuova azienda addetta alla manutenzione dell'impianto. Adesso, però, la Regione Campania ha stanziato per il Comune circa 4 milioni di euro, volti a recuperare l'illuminazione del percorso storico turistico di Napoli», spiega l'assessore comunale Diego Guida, che vede fra le sue deleghe quella all'arredo e decoro ubano. Ma se l'impianto c'è, e i fondi per ripristinare la luce sono stati stanziati, cosa impedisce allora di illuminare il patrimonio cittadino? Qui intervengono i tempi biblici della burocrazia, per risolvere una questione che coinvolge più assessorati del Comune ed implicherebbe un raccordo interistituzionale. Se fra i propositi della Sindaca Iervolino ci sarebbe quello di regalare a piazza del Plebiscito e alla città un Natale diverso, Guida auspica: «Andrebbero reilluminati almeno alcuni tratti nevralgici, dal molo Beverello a piazza Municipio, da Castel dell'Ovo ai decumani». La definizione di un progetto di valorizzazione notturna di alcuni dei principali tasselli della scenografia partenopea, rientra anche fra le competenze dell'assessore Vincenzo Scotti, con delega alla pubblica illuminazione, così come sta a cuore all'assessore Valeria Valente, cui interessano le sorti turistiche e di intrattenimento della città. «Alcuni mesi fa, con l'allora assessore regionale Velardi, abbiamo individuato sei itinerari turistici lungo i quali illuminare un elenco di siti monumentali. Tuttavia il discorso varia da sito a sito, e in alcuni casi per intervenire sulle facciate bisogna attendere l'autorizzazione dalla Soprintendenza », sintetizza la Valente. Che aggiunge: «Io e l'assessore Scotti ci incontreremo a breve con il Soprintendente Stefano Gizzi e speriamo di poter mettere a bando il ripristino dell'illuminazione cittadina entro il 31 di dicembre. Per Natale, però, è nelle nostre intenzioni illuminare almeno un piccola parte dei monumenti inscritti nel progetto generale ». Per uscire dal buio monumentale occorrono quindi ancora riunioni e accordi fra Comune e Soprintendenza. In una città destinata a ricominciare sempre da zero, anche dove era già stato fatto. Ridare nuova luce a quanto era già illuminato, augurandosi che stavolta sia la definitiva. Fuani Marino