Un idraulico nascondeva migliaia di pezzi recuperati dai carabinieri Nascondeva in cantina un vero e proprio «supermercato » delle antichità. Anfore, capitelli, pezzi di sculture: reperti rubati dai tombaroli negli scavi archeologici fra Ardea e Pomezia. Un idraulico in pensione di 62 anni è stato denunciato per ricettazione dai carabinieri della compagnia di Anzio che nella sua villa, vicino alla Rocca di Ardea, hanno sequestrato frammenti e oggetti del III secolo a.C. di inestimabile valore. Non si esclude ora che il sessantenne vendesse direttamente a casa i reperti, custoditi in nove casse. Esposto in cantina il «supermercato» di pezzi antichi Nove casse piene di reperti antichi. Anfore, capitelli, pezzi di sculture del III secolo a.C. Un «tesoretto » che un idraulico incensurato di 62 anni nascondeva in cantina, pronto a mostrarlo ai mercanti d'arte che, di frequente, si recavano nella sua villa vicino alla Rocca di Ardea. Centinaia di oggetti di valore inestimabile, secondo l'archeologo Francesco Di Mario, responsabile della Sovrintendenza del Lazio per Ardea e Anzio, ora recuperati dai carabinieri. «Abbiamo repertato e catalogato i frammenti - spiega proprio l'archeologo - fra questi ci sono pezzi molto importanti, come un'urna cineraria e una statua in marmo di Artemide persiana, che probabilmente proviene da un tempio, come anche la riproduzione di un utero in terracotta, ex voto tipico dei tempi arcaici dell'area latina». Per due mesi i carabinieri della compagnia di Anzio e della stazione di Ardea hanno tenuto sotto controllo la villa dell'idraulico, assistendo a un continio viavai di persone. All'inizio gli investigatori hanno pensato a un traffico di droga o di armi, ma quando hanno fatto irruzione nella villa si sono trovati di fronte a una grande quantità di resti antichi. «L'idraulico ha dapprima negato - racconta il maggiore Emanuele Gaeta, comandante della compagnia di Anzio - ma poi, messo alle strette, ha dovuto mostrarci quello che nascondeva in cantina». Il sessantenne è stato denunciato per ricettazione, ma le indagini dei carabinieri sono soltanto all'inizio. L'area attorno ad Ardea è ricca di scavi. Un «paradiso » per i tombaroli. Già l'anno scorso gli uomini dell'Arma avevano scoperto un altro «tesoro», di valore inferiore a quello trovato nella villa, e denunciato un altro ricettatore. Secondo la Sovrintendenza gran parte dei reperti potrebbero derivare dall'area di un santuario o di un deposito votivo fra Ardea e Pomezia. Il sospetto è che, oltre agli acquirenti, nella villa dell'idraulico si recassero anche i tombaroli per depositare lì cio che avevano rubato nei dintorni. Un nascondiglio insospettabile, insomma. «Con questi reperti andremo ad arricchire il nostro museo che è in fase di costruzione - annuncia il sindaco di Ardea, Carlo Eufemi - . Contiamo entro qualche mese di portare a termine i lavori per permettere a tutta la cittadinanza di ammirare le bellezze ritrovate sul nostro territorio, da sempre ricco di storia e di cultura».