L'editoria d'arte non demorde e nonostante la crisi, vede aumentare il suo fatturato, passando dai 13 milioni del 1999 (dieci anni fa) ai 19,4 milioni attuali. Chi invece risulta essere in sofferenza è il bookshop museale, dal momento che secondo i dati diffusi dal Mibac, la spesa media per visitatore è di un solo euro. L'indagine che fruga fra le pagine vendute e studiate che riguardano il nostro patrimonio sarà presentata al convegno "Lo stato dell'editoria d'arte italiana: mercato interno e prospettive sui mercati esteri", domani 25 settembre all'Auditorium Enzo Biagi di Bologna, approfittando di una cornice appropriata: la sesta edizione di Artelibro, il festival aperto fino al 27 settembre prossimo. La kermesse culturale che vede al centro riviste, stamperie specializzate, cataloghi e volumi «preziosi», ospiterà al suo interno anche la mostra a cura di Luca Cerizza, dedicata all'attività editoriale di Olafur Eliasson, artista danese nato da genitori islandesi. Sempre per il settore «Libri d'artista», al Museo internazionale e Biblioteca si terrà una personale in omaggio a Sol Lewitt e ai suoi sodalizi (Philip Glass). Quest'anno si profila molto ricco anche il programma di mostre con laboratori riservati all'infanzia e all'adolescenza, che vedrà una attiva collaborazione tra le case editrici italiane e la francese Les Trois Ourses. Alla Fondazione Del Monte, cinquanta opere provenienti dal tutto il mondo ripercorreranno l'evoluzione dei libri d'artista concepiti per i più piccoli, dagli «esemplari» maggiormente didattici fino alle tavole per la manipolazione libera dei mini-lettori. E il percorso continuerà con «Aptica», itinerario del libro tattile ad uso dei bambini ciechi. Artelibro cercherà di analizzare, infine, le possibili identità future dei musei e i nuovi ruoli che si prefigureranno a breve, con una tavola rotonda (sabato 26, Oratorio dei Filippini) presieduta da Carla Di Francesco, direttrice regionale per i beni culturali e paesaggistici. Allo spinoso dibattito parteciperà anche Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione che però ha già fatto sapere la strada che intende intraprendere: la messa a profitto dei beni, fra adozioni di monumenti a distanza (la Cina sembra molto interessata) ai cospicui pagamenti per prestiti di opere e spot da girare. Insomma, una vera «messa a reddito», anche dei siti archeologici - per esempio, con un adeguamento delle tariffe cinematografiche e delle pubblicità che vogliano sfruttare l'immagine di un bene artistico. I musei finiranno sotto la tutela degli sponsor. E della presidenza del Consiglio tout court, dato che il sottosegretario al Mibac, Francesco Giro, ha detto che pur in presenza dei dolorosi tagli della finanziaria, rimarrà un «fondo» (derivante anche dagli introiti dello scudo fiscale!) dal quale attingere per «progetti importanti». Deciderà però Berlusconi a chi e a cosa somministrare denaro. In attesa che tutto il sistema museale venga smantellato a favore di privati e di iniziative privatissime, il visitatore costernato potrà comunque godersi le Giornate europee del patrimonio il prossimo fine settimana. Oltre mille eventi in tutta italia: mostre, visite guidate e concerti gratuiti. Poi, chissà...