Fermate le ruspe, quel sottopasso non s'ha da fare. Anzi è meglio che i lavori non inizino mai e la bretella sotterranea che collegherà piazza del Gesù alla stazione della metropolitana di piazza Dante resti solo un progetto di carta. Il consiglio circoscrizionale di Avvocata-Montecalvario-San Giuseppe scende in campo e boccia l'infrastruttura voluta dal Comune di Napoli, costola del piano "Cento Stazioni". E lo fa formalmente con un'assemblea convocata dal parlamentino in data 7 giugno. All'ordine del giorno "sottopasso di collegamento tra la stazione di piazza Dante della metropolitana e piazza del Gesù". Un'ora e mezzo di riunione, consenso unanime: e parere contrario ai lavori. Prima di quella delibera, i segnali che venivano dal quartiere, petizioni e raccolta di firme. Proteste. Quell'opera è dannosa e troppo costosa. Sventrerebbe, a piazza del Gesù, le fondamenta di chiese e palazzi del centro antico, itinerario e gioiello dei Decumani. Penalizzerebbe il turismo e il commercio. E poi basta guardarsi in giro: sottopassi che versano nel degrado ce ne sono a iosa, in città. Progetto bocciato, dunque. Progetto stroncato sul nascere. Già un anno fa, nel luglio del 2003, i consiglieri della circoscrizione esprimevano forti dubbi e perplessità nei confronti della bretella sotterranea. Poi, da aprile del 2004 incontri e riunioni che raccoglievano il disappunto del quartiere. Sono arrivate anche centinaia di firme autorevoli: docenti della "Federico II", le fondazioni "Croce" e "lannello", Italia Nostra. Si è mobilitato perfino il clero: il parroco della Chiesa del Gesù Nuovo, don Pasquale Puca, i francescani e le clarisse di Santa Chiara. «È uno schiaffo al patrimonio artistico dell'area», spiega Pino De Stasio presidente della commissione Turismo della circoscrizione. I rischi? Quelli di natura geologica. «Che danneggerebbero le fondamenta degli immobili e dei monumenti culturale e religiosi in una zona dichiarata dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità». Ma la bocciatura riguarda anche l'ingente spesa prevista per la realizzazione del sottopasso: il costo stimato è di 22,5 milioni di euro. «Troppo. Uno spreco inutile di risorse per un brevissimo tratto del centro antico pianeggiante e facilmente raggiungibile a piedi». Di più: il sottopasso penalizzerebbe la «foltissima vocazione turistica di via Port'Alba, via san Pietro a Majella, calata Trinità Maggiore, via Capitelli, via Cisterna dell'Olio, per la presenza di monumenti, chiese, centri culturali e botteghe artigiane». E anche il commercio, che deve fare i conti già con il degrado, la sicurezza e le sue strade dissestate. La circoscrizione non vuole quel sottopasso. Considerando anche lo stato in cui versano gli altri: quello di via Diaz, di via Sanfelice e di piazza Garibaldi «giù chiusi per motivi di sicurezza». Che quella infrastruttura venga cancellata dal piano comunale, dunque, è il parere della circoscrizione di centrosinistra. Un parere obbligatorio ma non vincolante per il Comune. Al quale il parlamentino offre un' alternativa: perché non realizzarlo, dopo le opportune verifiche tecniche, tra la zona di Montesanto e piazza Dante, e precisamente nell'area di largo Tarsia? Si attende una risposta. La parola ora passa al Comune.