PALAZZO MARINO. L'autunno caldo di Moratti tra spie e don Totò Se non si sente sotto assedio lei, Letizia Moratti, allora possiamo dormire sonni tranquilli. Trovano una cimicie - ci sono le spie - sotto la scrivania del suo uomo di fiducia a Palazzo Martino, il city-manager Giuseppe Sala. Chi ce l'ha messa? Indagherà la magistratura, e l'inchiesta si annuncia complicatissima. Salvatore Ligresti, uno dei pochi padroni della città, nonché uomo da sempre molto vicino a Berlusconi e La Russa, la attacca platealmente chiedendo addirittura alla Provincia di Milano di commissariare Palazzo Marino. Il motivo ufficiale? Tre pratiche urbanistiche ferme da anni che riguardano affari piuttosto periferici del potentissimo immobiliarista (Bruzzano, Macconago, Trenno). Tanto rumore per così poco? Strano. Insomma, con i lavori dell'Expo 2015 alle porte e con il Piano del governo del territorio (Pgt) in via di approvazione, siamo solo ai primi colpi ad effetto di quella che si annuncia come la guerra del mattone, un conflitto dove valgono anche le pugnalate alle spalle, uno scontro tra cosiddetti «poteri forti» che potrebbe costare la carriera politica a mezza città, sindaco Moratti compreso. Le «carte», quelle, non le ha ancora viste nessuno, ma Basilio Rizzo, da più di vent'anni consigliere comunale a Palazzo Marino, qualche idea se l'è fatta su ciò che sta accadendo in questo strano autunno dei veleni alla milanese. Che te ne pare di questa cimicie? E come ve l'hanno raccontata? Mai vista una cosa simile. Oggi (ieri, ndr) in consiglio comunale hanno presentato una relazione ridicola. Si sono limitati a ribadire i fatti, cioé che hanno trovato le microspie negli uffici dove si svolgevano importanti riunioni. Quanto al resto, le indagini sono in corso per cui c'è il segreto. Veniamo a un altro quasi segreto. Come ti spieghi questo attacco a testa bassa di Salvatore Ligresti contro la Moratti? Personalmente non ho visionato le carte su queste tre aree che interessano il gruppo Ligresti, ma credo proprio che non sia questo l'oggetto del contendere. Ha attaccato così per altri motivi. Il suo obiettivo sarebbe un altro? La sua mi sembra una scusa, probabilmente sta mettendo le mani avanti per ottenere qualcosa di più sul Piano del governo del territorio (Pgt). Mi viene in mente una squadra di calcio che protesta esageratamente per un calcio di rigore negato solo perché si aspetta una qualche forma di risarcimento nelle partite successive. Perché mai il sindaco Moratti dovrebbe volere lo scontro con Ligresti? Moratti non vede di buon occhio Ligresti, questo è vero. Diciamo che è un conflitto tra grandi capitalisti, e Moratti non fa parte del giro degli immobiliaristi. Inoltre, Ligresti è preoccupato perché la scelta di Pero-Rho per l'Expo 2015 non è zona sua. C'è anche un aspetto psicologico. Cioé? Ligresti è arrabbiato perché è convinto di aver subìto un torto e adesso vuole dimostrare tutta la sua influenza. Moratti ha detto che anche lui deve adattarsi alle regole del Pgt, e lui adesso forse sta cercando di ostacolarlo. Ligresti vuole costruire sull'area del Parco Sud, per questo dà segni di insofferenza. Ligresti vuol dire Berlusconi? Sicuramente sa di avere maggiori spazi di manovra appoggiandosi alla Provincia di Podestà, e comunque è evidente che prima di attaccare Letizia Moratti ne ha parlato con Silvio Berlusconi. Adesso anche il sindaco dovrà rivolgersi a lui, perché è l'unico che può tenere insieme i poteri forti che comandano in questa città. Che ne sarà di Milano? Staremo a vedere. Nel Pgt l'incremento della cementificazione c'è, e Milano sicuramente non potrà sopportare un'ulteriore diminuzione delle aree verdi.