A Lecce, trenta opere trafugate LECCE Opere d'arte per una mostra improbabile, che non avrebbe mai dovuto essere fatta. Il cui allestimento è avvenuto non attraverso una raccolta sistematica delle opere, ma per casualità; anche se non è mancato l'impegno nel cercarle e una dose di fortuna nel trovarle. Dieci anni di ricerca in più regioni del paese, dal 1996 fino al 2006, impiegati dal nucleo preposto alla tutela del patrimonio artistico della guardia di finanza di Lecce per portare a compimento il recupero di trenta dipinti su tela, risalenti in massima parte ai secoli XVIII, XIX e al Novecento. Tutte opere d'arte sacra trafugate da chiese e conventi del Salento fra il 1975 e il 2000. Che restaurate e catalogate fanno parte ora del corpus della mostra L'arte sacra ritrovata a cura della sezione-Anfi (Associazione nazionale finanzieri d'Italia) e allestita presso la chiesa Santissima Annunziata di Leverano, nel leccese, fino al 27 settembre. Anche se nella mostra sono fruibili solo fedeli riproduzioni fotografiche su tela degli antichi quadri, già ricollocati nei luoghi di culto originari, quelli da cui erano stati sottratti. Con buona pace degli esperti d'arte insofferenti per gli innumerevoli passaggi di mano cui sono stati oggetto i dipinti di immagini sacre. Oltre che rinvenuti in casolari di campagna, o scoperti in botteghe di antiquari o, con finta non curanza, esibiti in case di professionisti, alcuni dipinti sono stati trovati nella disponibilità di personaggi affiliati alla Sacra corona unita, l'organizzazione malavitosa che negli anni '80 e '90 imperversava nel Salento. La Scu intendeva diversificare le attività lucrose e in quel periodo aveva rivolto forte interesse verso i tesori d'arte custoditi, si fa per dire, nella miriade di chiese sparse nelle tre province della Puglia meridionale. Dove a malapena qualche anziano e inoffensivo sagrestano è lasciato da solo (ancora adesso) a vigilare su dei beni artistici notevoli. E spesso in modo fortuito, nella lotta quotidiana alla criminalità comune diffusa nel territorio incappano i saccheggiatori del patrimonio artistico-culturale. La mostra di Leverano, sebbene non rientrante in un calendario consueto di programmazione, non ha còlto di sorpresa un certo pubblico, sensibilizzato anche dalle vicissitudini da cui è scaturita la proposta culturale. Fra le opere recuperate e attribuite ad artisti locali, spiccano le tele dei pittori leccesi Oronzo Tiso e Serafino Elmo. Ma l'opera di più pregio è forse il dipinto che raffigura il Cristo che consegna le chiavi della chiesa di Roma all'apostolo Pietro, della scuola del pittore francese Nicola Poussin. La tela era stata asportata il 28 maggio del 1993 da un altare della chiesa borrominiana (per lo stile) di San Matteo, ubicata nel centro storico di Lecce. Fu un duro colpo. Non era mai stata violata una chiesa, con un furto clamoroso, nel cuore della città barocca.