Gli amministratori locali: abbandonati dopo lalluvione del 2007 Minate alle fondamenta, dichiarate inagibili, mai messe in sicurezza. Molte delle case che laltra notte sono state spazzate via a Giampilieri e Scaletta Zanclea non avrebbero dovuto essere abitate. Come quella di Giovanni Falconeri che ora si aggirano tra le macerie alla ricerca di qualche indumento. «Sì, è vero - racconta - casa nostra era stata dichiarata inagibile dopo lalluvione di due anni fa, ma non avevamo dove andare e nessuno è venuto a fare dei controlli o a mandarci via». Chi doveva controllare, chi doveva garantire la messa in sicurezza di questa collina sbriciolatasi in unora di tempesta? È quello che dovrà accertare linchiesta per disastro colposo aperta dal procuratore Guido Lo Forte che ieri ha affidato lincarico per le autopsie e ha nominato un geologo, un meteorologo e un ingegnere civile per studiare le mappe del rischio idrogeologico e degli interventi richiesti, progettati e di quelli effettivamente eseguiti. Ai carabinieri lincarico di sequestrare le carte degli strumenti urbanistici degli ultimi sei anni. Liscrizione nel registro degli indagati di amministratori locali e regionali è solo questione di ore. Ma sindaci e assessori non ci stanno a vedersi addossare tutte le responsabilità del disastro. Ci sono alcune carte che parlano chiaro: innanzitutto le dichiarazioni degli stati di calamità naturali dopo le frane del '94, del '96 e per ultimo del 2007. Dopo lultima alluvione, interventi per 11 milioni erano stati previsti dal piano strutturale elaborato dalla protezione civile regionale ma di quei soldi al Comune di Messina, per Giampilieri, sono arrivati prima 45 mila euro serviti per consolidare un terrazzamento a monte dellunica strada che giovedì notte ha resistito al nubifragio e poi altri 900 mila euro per lavori che avrebbero dovuto essere consegnati proprio domani. «Altri soldi qui non ne sono mai arrivati - dice lassessore ai lavori pubblici Gianfranco Scoglio - e labusivismo non centra proprio nulla. A Giampilieri non cè una sola casa abusiva. Quelle che sono state spazzate via sono tutte case del '700. Il fatto è che in quella montagna il territorio è stato devastato dagli incendi e non si è fatto nessuna opera di rimboschimento. E anche quella spettava alla Regione». Stessa musica a Scaletta Zanclea dove, dopo lalluvione del 2007, al sindaco Mario Briguglio sono arrivati solo 500 mila euro. A stento sono bastati per ripulire il paese dal fango. «Avevo chiesto 20 milioni di euro - dice - non è arrivato nulla e i progetti per il risanamento si sono persi». I 20 milioni forse arriveranno ora. È questa la cifra stanziata ieri dalla giunta siciliana. Il presidente della Regione Raffaele Lombardo annuncia anche lavvio di unindagine amministrativa: «Voglio capire perché le risorse hanno imboccato altre strade». Come quella indicata dal deputato regionale del Pd, Filippo Panarello, che punta lindice contro il ministero dellAmbiente: «Un anno fa gli enti locali chiesero di finanziare interventi urgenti per un milione di euro per Giampilieri. Non ci hanno dato ascolto e finanziarono interventi per le isole Eolie».