Podestà: "Il clima è migliorato, commissariamento sempre più lontano" Limprenditore rilancia sullunico progetto che la Provincia ha già fermato Le diplomazie di Palazzo Marino e Palazzo Isimbardi sono al lavoro insieme agli uffici tecnici e agli studi legali. Perché quello che soltanto pochi giorni fa sembrava inevitabile - il commissariamento dellurbanistica del Comune da parte di Palazzo Isimbardi su richiesta dellimprenditore Ligresti - ora diventa un dubbio di risulta. A dirlo per primo, ieri mattina, il presidente della Provincia Guido Podestà. «Secondo me lipotesi di commissariamento è sempre meno probabile, si procede verso una ripresa dei rapporti, il clima è migliorato», spiegava a margine della festa dei vigili. A pochi passi da lui, chiosava il sindaco: «Stiamo lavorando ancora sullaspetto tecnico, ma le notizie che ho mi danno segnali positivi». Anche per questo domani si incontreranno Podestà e lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli. Ma la vera partita è unaltra. Si chiama Pgt, il Piano di governo del territorio, che dovrà disegnare la Milano dei prossimi ventanni. E riscrivere «le nuove regole», come le chiama Letizia Moratti. Che, sempre domani, ha convocato un vertice del Pdl a casa sua prima dellapprovazione in giunta programmata per la fine di ottobre del documento complessivo. Si parte dal caso Ligresti che, ufficialmente, non è ancora chiuso. Dopo la richiesta avanzata dal costruttore del commissario ad acta per sbloccare tre progetti edilizi su altrettante aree della città, la Provincia si è mossa. In due casi, ovvero per i progetti di via Macconago, vicino al Parco Sud, e di via Natta, in zona Lampugnano, i tecnici di Palazzo Isimbardi hanno inviato lettere al Comune. Per chiudere la vicenda lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli domani incontrerà Podestà. Anche perché, se Palazzo Marino non risponderà entro 30 giorni, secondo le legge regionale scatterebbe il commissariamento. In questo caso, ci sarebbe un parere tecnico degli avvocati di Palazzo Isimbardi che non lascia dubbi: «Ove anche in futuro la Provincia fosse tenuta a nominare i commissari ad acta, emetterebbe un atto diretto a rimediare solo allaccertata inerzia del Comune di Milano che, negli specifici casi considerati, avrebbe superato un limite temporale di legge senza assumere le proprie decisioni istituzionali». E soprattutto non ci sarebbe «spazio discrezionale allattività provinciale». Ma ieri è stato lo stesso Podestà a rassicurare: «Su due aree la situazione è positiva». Cè un terzo terreno in ballo, però: quello di Bruzzano. «È interessato da una variante, quindi non rientra negli ambiti per cui una società ha diritto ad avere risposte sul ricorso in tempi certi», spiegava ancora il presidente. Anche in questo caso, però, il gruppo Ligresti non sembra voler mollare: venerdì sera è arrivata in via Vivaio quella documentazione richiesta dagli uffici provinciali. E, secondo le indiscrezioni, la società del costruttore continuerebbe ad avanzare diritti con la convinzione che ci sarebbero i margini per chiedere un commissario.