«E' un'iniziativa che piace. L'anno scorso abbiamo raccolto 25 mila segnalazioni. Quest'anno sono sicura che ne arriveranno ancora di più». Giulia Maria Crespi è il presidente nazionale del Fondo per l'Ambiente italiano. La prima settimana della campagna "I luoghi del cuore" ha già riscosso un grande successo. E anche questa volta moltissimi messaggi sono arrivati proprio dalla Sicilia. Il ponte sullo Stretto continua a essere lo spauracchio di tanti siciliani. «Non potrebbe essere altrimenti. È un'opera talmente assurda che è impossibile non indignarsi. Manca l'acqua, non c'è l'autostrada, si viaggia ancora su un solo binario ferroviario e invece di completare infrastrutture indispensabili per la vita di milioni di persone si pensa di costruire un ponte faraonico, inutile e costosissimo. È chiaro che i lettori si mobilitano per evitare uno spreco del genere». Signora Crespi, qual è in Sicilia il suo luogo del cuore? «Direi che l'intera Isola è uno dei miei luoghi del cuore. È una terra bellissima, piena di storia e di natura incontaminata. Adoro le cave d'Ispica, quei canyon che vanno dalla provincia di Ragusa a quella di Siracusa. Passeggiare tra le grotte mi riporta quasi alla preistoria. Una sensazione fantastica. E poi c'è Segesta, il tempio che amo di più. Quando torno in Sicilia cerco di andarci sempre. Non parliamo di Taormina...». Le piace molto? «Certo, ma sono molto preoccupata perché ho letto una notizia sconvolgente. Pare vogliano costruire un mega porto per far attraccare le barche dei vip. Ma siamo pazzi? Così si uccide l'ambiente e si dà una bella mazzata al turismo. Se fanno una cosa del genere vi toccherà vergognarvi di essere siciliani». Venticinquemila segnalazioni l'anno passato. Previsioni ancora più ottimistiche quest'anno. Cos'è, un invito alla delazione a fin di bene? «No, non direi che sia questo l'intento della nostra campagna. Noi chiediamo alla gente di aprire gli occhi e di vedere cosa c'è intorno. E poi c'è un altro aspetto molto interessante: spesso arrivano indicazioni di posti sconosciuti. Chi legge ha voglia di andare a scoprirli e magari progetta un weekend in quei luoghi. Tutto sommato incentiviamo il turismo alternativo, e non è poco». Ci sono luoghi del cuore che avete salvato davvero l'anno scorso? «Cito soltanto due dei tanti casi positivi. Dopo tante segnalazioni, un gruppo di residenti della zona dell'Acquacetosa, a Roma, ha costituito una fondazione che si occupa del restauro della famosa fontana. E un aiuto importante è arrivato anche da Banca Intesa. In Val Brembana, poi, la proprietaria di un mulino ormai quasi distrutto ha regalato la struttura al Fai che sta provvedendo a rimetterlo in piedi. Inutile dire che quel mulino era stato segnalato come luogo del cuore da decine e decine di cittadini. Come vede, quindi, la nostra è una campagna utile». C'è ancora tempo per votare? «Sicuro, andremo avanti per settimane. Poi raccoglieremo il materiale e provvederemo a smistarlo ai vari sindaci dei luoghi segnalati. Perché anche loro siano consapevoli dell'enorme patrimonio artistico e ambientale del loro territorio e facciano il possibile per evitare uno scempio».