Terremoto, si muove la Procura sotto accusa il piano regolatore Il documento urbanistico del 1973. La città allargata sopra la ghiaia cementata LAQUILA - Cè un grande colpevole per i 308 morti del terremoto dAbruzzo. E il Piano regolatore generale dellAquila, quello che ha disegnato la città venuta giù in pochi secondi la notte del 6 aprile. Hanno costruito dove non si poteva costruire, hanno costruito dove perfino i Borboni duecento anni fa non avevano alzato mura e fortezze e torri per paura del «vuoto» che cera lì sotto. E la prima verità che affiora dalle perizie ordinate dalla magistratura per scoprire come sono crollate le case e i palazzi dellAquila, sei mesi fa. Sottaccusa lo strumento urbanistico approvato nel 1973, sotto accusa tutti quelli che hanno voluto «allargare» la città proprio sopra le «ghiaie cementate» dove una volta scorreva un fiume. Nonostante i rischi idrogeologici, nonostante gli avvertimenti di pericolo degli esperti. Nonostante tutto gli amministratori e i tecnici del tempo hanno scelto di far nascere LAquila su un «terreno di risulta». Sono queste le prime indiscrezioni sulle perizie consegnate qualche giorno fa al procuratore della repubblica Alfredo Rossini, carte che saranno decisive per orientare i magistrati e far partire linchiesta penale sui crolli e sui morti fra le macerie. Fra domani e martedì il procuratore capo e il suo vice Fabio Picuti firmeranno i primi avvisi di garanzia (le ipotesi di reato vanno dal disastro colposo allomicidio colposo plurimo) per gli impresari e i progettisti di alcuni palazzi che si sono sbriciolati sotto le scosse. E una primissima parte dellinchiesta che riguarda quattro «luoghi simbolo» della tragedia abruzzese. Uno è la Casa dello Studente con i suoi otto ragazzi sepolti. Poi cè il Convitto nazionale, il palazzo tomba di via XX Settembre e lospedale San Salvatore. Sono i primi quattro procedimenti penali finiti nellinvestigazione. Alla fine, ci saranno anche più 200 processi. «E stata una scelta giusta del procuratore per evitare di creare un maxi processo impossibile da gestire», spiega uno degli investigatori. In attesa dei primi risultati ufficiali delle perizie e dei primi provvedimenti giudiziari, filtrano le voci, cè un tam tam che racconta soprattutto della Casa dello Studente e delle sue fondamenta malmesse. La Casa dello Studente, la vergogna dellAquila. E crollata per «difetti strutturali», un palazzo alto una ventina di metri è diventato un cumulo di pietre. Una vergogna per dove lhanno costruito, per come lhanno costruito, per il cambio di «destinazione duso» (era un deposito di medicinali), per i controlli che nessun ha mai fatto dopo quattrocento scosse di terremoto. Nella perizie si ricostruisce la sua «storia» tecnica. Pilastri troppo piccoli. Interventi su interventi nel corso degli anni. Troppe elevazioni. E stato il primo piano a cedere. E si è portato dietro tutto il resto. Un altro filone delle prime inchieste dei procuratori è sullospedale «abusivo», quello inaugurato nel 2000 e che fino al 6 aprile 2009 e non risultava nemmeno sulle mappe catastali. Davanti ai magistrati sono sfilati moltissimi testimoni. Uno è stato Pino, un muratore in pensione che ha lavorato alla costruzione del San Salvatore. Prima aveva raccontato tutto ciò che sapeva anche ai giornalisti de «Il Centro»: «Quel cemento che versavamo sembrava acqua, ogni volta che facevano la gettata il cemento scorreva lontano: sembrava un fiume». E questa unaltra delle ombre del 6 aprile. Ombre. E misteri che non finiscono mai. Come quello dellimprenditore che tanti anni fa aveva costruito un palazzo che è crollato. E lo stesso imprenditore che oggi costruisce ancora: le case ai terremotati.
ABRUZZO - LAquila, ecco le perizie consegnate ai giudici
Il procuratore della repubblica Alfredo Rossini ha ordinato perizie per scoprire come sono crollate le case e i palazzi dell'Aquila durante il terremoto del 6 aprile 2009. Le perizie hanno rivelato che il piano regolatore generale dell'Aquila, approvato nel 1973, è stato un fattore importante per i crolli. Il documento urbanistico ha autorizzato la costruzione di edifici su terreni di risulta, nonostante gli avvertimenti di pericolo degli esperti. I magistrati stanno indagando su possibili reati, tra cui disastro colposo e omicidio colposo plurimo, nei confronti degli impresari e dei progettisti di alcuni palazzi che si sono sbriciolati.
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