Due ipotesi messe a confronto nel 2008 La Regione metterà una quota, Comune e Asl venderanno dei beni La giunta comunale ha deciso la localizzazione del nuovo ospedale e ha subito incassato l'ok dell'Asl 6. E' così che è stato compiuto il primo passo verso la realizzazione dell'opera. Quello successivo è stato il via libera della Regione Toscana, dopo che l'assessore Enrico Rossi ha giudicato compatibile il progetto di Livorno. Progetto che prevede la costruzione di un ospedale con 650 posti letto, nuove specializzazioni mediche e ad alta tecnologia. Il costo dell'operazione è superiore ai 250 milioni di euro e i lavori per la costruzione sono stimati in 5-6 anni. Ma prima deve essere sottoscritto (marzo 2010?) l'accordo di programma. In precedenza, la giunta di Alessandro Cosimi aveva elaborato uno studio sul presidio ospedaliero di Livorno, confrontando due ipotesi: la riqualificazione integrale dell'attuale ospedale e la realizzazione di un nuovo presidio. Lo studio, del luglio 2008, concludeva così: «Per le considerazioni tecniche sin qui descritte, tenuto conto del rapporto costi-benefici e dopo attenta ponderazione delle criticità e delle positività di entrambe le ipotesi, pur rilevando che la realizzazione di un nuovo ospedale comporterà un maggior costo di investimento e un maggior tempo di costruzione, si ritiene che la costruzione di un nuovo presidio ospedaliero, sia da ritenersi la più vantaggiosa». E già allora era stata presa in esame l'ipotesi di Villa Serena. Che è stata poi confermata sulla base del "report geologico di pre-fattibilità e valutazioni ambientali preliminari" datato settembre 2009. «Allo stesso tempo puntiamo a un ospedale capace di riorganizzare i "percorsi di salute" al proprio interno. In sostanza sarà una struttura con caratteristiche di tipo edilizio e logistico capaci di favorire l'intreccio delle specialità, per un superamento dei compartimenti separati e delle unità operative, con un contenuto tecnologico elevato, in grado di consentire un lavoro di tipo dipartimentale, trasversale alle specialità. Questo vuol dire un ospedale nel quale vengano esaltate le professionalità dell'alta intensità di cura: proprio questo sarà uno dei temi che andrà approfondito. Saranno comunque presenti tutte le specializzazioni che già ci sono. In più vi dovranno trovare uno spazio settori importanti, non presenti in questo momento: certamente occorrerà una ridefinizione del ruolo delle "specialistiche", sia nella internistica che nella chirurgia, e uno sviluppo della prestazione sanitaria che consente di arrivare a un rapporto con Pisa solo sulle alte specialità». L'operazione costerà 250 milioni di euro: se la Regione è disposta a darne 100, il resto come verrà finanziato? E in particolare quale sarà l'impegno del Comune? Quanto dovrà ricavare dall'area del vecchio ospedale? «E' presto per fornire dati indicativi. E' evidente che la Regione Toscana metterà una quota, intanto il Comune ha identificato un'area che è propria: ciò significa che non sarà necessario affrontari espropri, che l'iter burocratico sarà più veloce e che il Comune non dovrà anticipare neanche un euro. Questo elemento permette già di disegnare un'idea di quel progetto che si svilupperà, per una serie di funzioni, "pubblico su pubblico". Mi riferisco alla ricollocazione, in una parte del terreno dell'ospedale vecchio, delle Rsa Pascoli e Villa Serena e dell'ospedale di Comunità. Oggi siamo ad un progetto di massima, ma tra le fonti di finanziamento sono da prevedere l'alienazione e la valorizzazione di beni che sono in disponibilità dell'Azienda sanitaria locale: i vecchi distretti, per esempio. Ma anche il Comune potrebbe rivalutare il proprio patrimonio: collocando alcune scuole nel vecchio ospedale, potremmo vendere le sedi dove si trovano oggi». Dunque, il vecchio ospedale ospiterà le rsa che attualmente si trovano a Montenero, un ospedale di comunità e in parte verrà riconvertito in "campus scolastico". Ma per valorizzare il patrimonio saranno anche realizzati immobili? «No. Al momento non c'è nessuna idea di realizzazione di immobili nell'area dell'attuale ospedale. Se dovesse rendersi necessario, ne discuteremo più avanti». In che modo si pensa di arrivare alla progettazione della riorganizzazione dell'area del vecchio ospedale? «C'è un'ipotesi di lavoro che è stata elaborata dalle strutture interne di Comune e Asl (il riferimento è a uno studio dell'estate 2008, ndr), ciò significa che per raggiungere il risultato della riorganizzazione dell'area vi sarà la necessità di uno strumento ad hoc, da inserire all'interno dei nuovi strumenti urbanistici». Da oltre 70 anni la zona di Colline è abituata a convivere con l'ospedale: c'è un progetto per adeguare il quartiere a questo cambiamento epocale? «Credo che la ridefinizione delle funzioni di quell'area porterà, attraverso nuovi strumenti urbanistici, ad influenzare anche il quartiere di Colline. Sicuramente, però, questo non significherà uno stravolgimento della relazione tra le due aree. Va da sè che il livello dell'operazione necessita di un intervento di altissima qualità per ambedue gli spazi che devono essere riprogrammati, con elementi di chiaro coinvolgimento della popolazione». Torniamo al progetto del nuovo ospedale: sotto il profilo urbanistico è tutto a posto? «Sì, perché la zona che abbiamo individuato è classificata come "area destinata a servizi". Quindi non serviranno varianti urbanistiche per realizzare l'ospedale: porteremo la questione in consiglio comunale per specificare che l'area è destinata a servizi sanitari. Cosa, che di fatto, è già oggi visto che ci sono due rsa». L'opposizione l' accusa di aver improvvisato questa proposta, senza il coinvolgimento del Consiglio Comunale e delle forze politiche: cosa risponde? «Durante la recente campagna elettorale questo argomento è stato ampiamente dibattuto, e devo dire che qualche volta ci sono stati incomprensibili accenti di dileggio. Questa maggioranza e questo sindaco hanno messo il progetto tra i punti fondamentali del loro programma. Ne abbiamo fatto occasione di dibattito pubblico, ormai dal 2007 nel consiglio comunale, fuori dal consiglio con incontri, assemblee e incontri pubblici; gli organi di informazione hanno pubblicato innumerevoli servizi, interviste, commenti. Dire oggi che non si sia mai discusso del problema mi appare veramente singolare». Perché è così convinto che Livorno abbia bisogno di un nuovo ospedale? «Perché quello attuale, che era innovativo per gli anni Trenta, non risponde più alle esigenze attuali. Negli anni '70 e alla fine degli anni '80 questa discussione venne affrontata e la risposta fu di non farne di niente. Noi crediamo che la realizzazione del nuovo ospedale e la ridefinizione delle strutture sociosanitarie della città siano un dato epocale. Ma il punto vero, che nessuno sembra voler prendere in considerazione, è che l'unico ospedale strutturalmente anteguerra rimasto in Toscana, è quello di Livorno».
LIVORNO - NUOVO OSPEDALE - CEMENTO: Ristrutturare l'attuale presidio o farne uno nuovo? Ecco i risultati dello studio
La Regione Toscana ha dato il via libera al progetto di costruzione di un nuovo ospedale a Livorno, dopo averlo giudicato compatibile con le esigenze della città. Il progetto prevede la costruzione di un ospedale con 650 posti letto, nuove specializzazioni mediche e ad alta tecnologia. Il costo dell'opera è stimato in 250 milioni di euro, con la Regione che dovrà finanziare 100 milioni e il Comune il resto. Il vecchio ospedale verrà riconvertito in "campus scolastico" e in "campus sanitario", con le Rsa Pascoli e Villa Serena che verranno trasferite in una parte del terreno.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo