GIANFRANCO LAMBERTI CONSIGLIERE COMUNALE CONFRONTO PER LIVORNO La decisione di avviare le procedure per un nuovo ospedale, assunta dalla giunta, non sorprende certo ed ha inevitabilmente innescato riflessioni complesse, sotto i più diversi profili. Ne abbiamo letto sugli aspetti urbanistici, che descrivono la complessità della scelta e la sua delicatezza, per l'impatto enorme che questa determina sul territorio, sotto mille angolature. Tuttavia mi sembra che finora sfugga un aspetto essenziale, cruciale. Capace di avere incidenze notevoli su tempi e percorsi previsti: da tener presente, eccome, nelle scadenze che ci attendono. Proviamo, allora, a rimettere un po' di ordine. Infatti, è di evidenza solare che qualunque sia la localizzazione, si tratta di una previsione di grandissimo impatto. Essa, ecco il punto, non è in alcun modo stata introdotta nel Prg in vigore e che un po' conosco, visto che porta la mia firma. In nessun atto, né in alcuna discussione correlata e documentabile, si è mai ipotizzato la costruzione di un nuovo nosocomio. Né sarebbe stato concepibile visto che tutti, ma proprio tutti, eravamo concentrati sulla riqualificazione dell'ospedale esistente. Tutto documentato. Le carte del Piano Strutturale vanno lette tutte con grande attenzione, per evitare brutte sorprese ed incidenti di percorso. Peraltro non faccio certo affermazioni sorprendenti, per chi, come lo stesso sindaco Cosimi, allora assessore, partecipò direttamente ed attivamente alla stesura degli strumenti urbanistici in vigore. Certo, le cose possono evolvere e si possono creare nuove possibilità ed io non metto in discussione questo aspetto. Il punto è che ora si cerchi di interpretare, stiracchiandola, l'attuale definizione di "aree a servizi" tra le due case di riposo come una previsione salvifica addirittura per costruire un nuovo ospedale: non è accettabile sul piano della forma e, soprattutto, della sostanza. Non è questa la strada e non è una questione di lana caprina, è la cifra di un percorso amministrativo che deve iniziare al meglio e che ha l'obbligo di dare risposte precise ed inoppugnabili, sia sul piano procedurale che nel merito. Dando al consiglio comunale il ruolo che gli spetta e che potrà esercitare solo avendo a disposizione tutti i necessari elementi di valutazione. Abbiamo letto riflessioni di urbanisti e studiosi, relative alla partecipazione popolare, alle valutazioni di impatto ambientale, alle inevitabili analisi sulla viabilità ed a tutte le enormi ricadute che porta con sé questa scelta. Ecco, visto che il Piano attuale un nuovo Ospedale non lo prevede esplicitamente, si capisce che la conseguenza, notevolissima, è che tutto quello che c'è da fare lo fissano assai bene le norme. Da lì bisogna partire, anche in previsione di un Accordo di Programma, auspicabile e semplificatorio, ma non elusivo di alcuna normativa, né di alcuna titolarità istituzionale. Ecco allora che il contesto dove collocare correttamente questa scelta è giusto quello di un nuovo Piano Strutturale, del resto obiettivo dichiarato di questa amministrazione, magari con varianti anticipatrici, si è fatto altre volte, ma in una definita e compiuta nuova visione della città. Così si potrà capire bene e senza ambiguità, solo uno dei mille esempi possibili, che fine farebbero le aree lasciate libere dalla sede attualmente esistente ed ancora oggi oggetto di costosissime ristrutturazioni. E se si prevedono intese con soggetti privati e di che natura, per quadrare il cerchio delle risorse necessarie. È un cammino complesso ed ambizioso, che richiede strade maestre e, possibilmente, condivisibili da tutti.
LIVORNO - NUOVO OSPEDALE - CEMENTO: Ma un nosocomio a Montenero non è previsto nel piano regolatore
Il consigliere comunale Gianfranco Lambertini critica la decisione della giunta di avviare le procedure per un nuovo ospedale a Livorno, affermando che non è stata introdotta nel Piano Regolatore Generale (Prg) in vigore e che non è stata prevista nella discussione sulla riqualificazione dell'ospedale esistente. Lambertini sostiene che la scelta di costruire un nuovo ospedale è stata interpretata in modo errato, considerando le aree a servizi tra le due case di riposo come una previsione per la costruzione di un nuovo ospedale.
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