C'è un'isola da salvare: la Sicilia. E c'è una iniziativa del Fondo per l'ambiente italiano in collaborazione con "Repubblica" che forse può servire a proteggere l'immenso patrimonio artistico e ambientale a rischio. È partita da dieci giorni fa seconda campagna "I luoghi del cuore", il censimento delle bellezze che rischiano di scomparire, e le segnalazioni sono numerosissime. Alla fine il Fai le raccoglierà e contatterà i sindaci per tentare di salvare il salvabile. Per aderire alla campagna basta collegarsi a Repubblica.it (www.repubblica.it) o al sito del Fai (www.fondoambiente.it) e lasciare il proprio messaggio. Si può anche scrivere alla e-mail luoghidelcuorefondoambiente.it e rafforzare la segnalazione inviando una foto del luogo da proteggere. Come negli anni passati, il grido d'allarme più forte riguarda le sorti dello Stretto di Messina. C'è Paolo che segnala il Capo Peloro dove «il panorama si è conservato benissimo da solo per migliaia di anni. Speriamo non venga deturpato da un ponte costoso e soprattutto inutile a un vero sviluppo della Sicilia». Gli fa eco Giovanni Minutoli: «Lo Stretto di Messina scrive è il mio museo preferito: vi trovo arte, storia e letteratura». Secco l'appello di Irene: «Salviamo lo Stretto dallo scempio del ponte». «Lasciamolo così com'è suggerisce Fabio Il ponte ucciderebbe un posto meraviglioso». «È uno dei panorami più belli dell'intero Mediterraneo dice Vincenzo Giarmoleo il ponte lo rovinerebbe irrimediabilmente». Per un ponte avversato, un altro che andrebbe restaurato. Lo dice Carmelo che segnala il ponte dei Saraceni di Adrano, in provincia di Catania: «La valle del Simeto è un incanto. Purtroppo il ponte, costruito dagli arabi, versa in gravi condizioni. Il restauro fatto molti anni fa è orribile: si tratta di una volta in cemento armato. Un autentico scempio artistico». Ai siciliani sta a cuore anche la tonnara di Scopello, recentemente sequestrata dopo la scoperta di abusi edilizi: «Assurdo lasciare in questo stato di degrado e di pericolo un sito marino e storico così bello», scrive Gabriella Terroni. E, a proposito di tonnare, anche quella Bordonaro, a Palermo, non vive momenti di splendore: «È una antica struttura dentro il borgo marinaro di Vergine Maria denuncia Sergio Per tanto tempo è stata al centro della vita del villaggio di pescatori che sorgeva ai confini della città. Ora il suo destino è incerto tra feste private e lunghi periodi di abbandono senza che gli abitanti del posto possano usufruirne liberamente». È Caltabellotta, in provincia di Agrigento, il luogo del cuore segnalato da Francesco Grisafi: «Uno splendido paesino montano adagiato su uno sperone roccioso da cui si gode una magnifica vista. Meriterebbe veramente di essere censito. Vedere per credere». Mario Pagano si sofferma sulle "Chiazzette" di Acireale: «È un antico sentiero che collega il comune alla frazione di Santa Maria della Scala, un borgo di pescatori», spiega a tutti quelli che ne ignoravano l'esistenza. Decisamente curiosa la segnalazione di Luca. Per lui, infatti, un luogo da salvare è l'hangar di Augusta. E spiega anche perché: «Struttura architettonica e militare unica in Europa, è inserita all'interno di un parco di 32 ettari che andrebbe tutelato e offerto alla cittadinanza con un adeguato progetto». Alessandro Catalfio, invece, denuncia il perenne stato di degrado della torre di Capo Rama, a Terrasini: «Un monumento a rischio per colpa delle intemperie e del disinteresse degli enti preposti per il salvataggio della testimonianza più antica che esiste in questo comune. La torre subisce di continuo piccoli crolli». Un po' quello che succede a Noto antica: «La nostra incuria rischia di disperdere un patrimonio di storia e cultura che non ha pari», scrive Francesco Gennaro. E, sempre in tema di barocco, non sta meglio Modica alta: «II vecchio centro storico è dimenticato e deturpato da ignobili palazzi di nuova costruzione segnala Daniela Amore È un peccato che splendidi palazzi con balconate barocche o casette assiepate color del grano debbano perdersi per l'incuria degli amministratori e dei cittadini». Ezio Mistretta lascia un lungo e accorato messaggio a favore del centro storico di Palermo: «Dieci anni fa avrei detto che finalmente qualcosa stava cambiando in questa città dove ancora si vedono le ferite della seconda guerra mondiale. Invece i recuperi già effettuati o in corso di esecuzione danno alle case un senso di falso, una specie di Disneyland che rischia di compromettere per sempre l'autenticità di Palermo». Un paese con scorci mozzafiato, tra la valle del Belice e uno dei più belli e famosi parchi archeologici del Mediterraneo è Marinella di Selinunte: «Come se non bastasse per tutta l'estate è invaso da auto e motorini con tutto quello che ne consegue. Migliorare non è impossibile», scrive Tommaso Pisciotta. Qualcuno non firma ma lascia indicazioni importanti: è il caso del villaggio turistico in costruzione nei pressi della scogliera di Ognina (Siracusa) o del lago di Pergusa che si sta prosciugando per colpa dell'autodromo e delle ville che attingono l'acqua delle sorgenti. Daniela De Domenico trema per le sue amate Eolie e spera che Ginestra possa ancora sopravvivere «alle invasioni di massa dei turisti». Marcello Mollica si batte perché venga restaurata la Guardia di Gioiosa Marea fondata nel 1364. Si firma "Batticans", invece, il lettore che segnala la Scala dei Turchi: «Scogliere bianche che si affacciano su un mare blu. Hanno più volte provato a costruire un «residence» nelle spiaggia attigua». Davide Quattrocchi quasi si commuove nel ricordare piazzetta Belvedere ad Acireale: «Da qui si vede tutto il panorama da Taormina a Catania. Ma la piazzetta è abbandonata a se stessa». Per Andrea Cappelli «Morgantina è un sito archeologico a rischio di distruzione. I mosaici sono infestati da erbacce e sono soggetti alla inciviltà di turisti alla ricerca di souvenir d'epoca». C'è infine chi indica persino un'antica sala cinematografica, l'Arena Miramare di Catania: «Un vecchio cinemino all'aperto, a cui si accede da un vialetto pieno di siepi e tutt'intorno c'è un giardino abbandonato spiega Irene Sampognaro E' un posto delizioso, dentro la città, ma miracolosamente lontano dai suoi rumori. Ho sentito dire che quest'anno non aprirà, lo vogliono vendere per farci un palazzo di otto piani Ma perché?».
La società civile sul web: ecco i gioielli da salvare
Il Fondo per l'ambiente italiano e "Repubblica" hanno lanciato una campagna "I luoghi del cuore" per censire le bellezze della Sicilia a rischio di scomparire. Le segnalazioni sono numerose e riguardano luoghi come lo Stretto di Messina, il ponte dei Saraceni di Adrano, la tonnara di Scopello e il centro storico di Palermo. I cittadini possono segnalare i luoghi che ritengono di dover essere salvati e inviare una foto o una descrizione. Il Fai racconterà le segnalazioni e contatterà i sindaci per tentare di salvare il salvabile.
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