La lettera. Montemaggi attacca Bonifazi LUCA MONTEMAGGI CONSIGLIERE COMUNALE PDL Il Sindaco è nervoso. C'è da capirlo. Ha battuto il record di sedute consiliari saltate per mancanza di numero legale, è costantemente tenuto in scacco da frange interne alla "sua" maggioranza che deve accontentare con poltrone e prebende, i cittadini mostrano ogni giorno insoddisfazione e fanno chiaramente capire di non gradirlo più. Insomma, il suo nervosismo è più che giustificato... Il problema è che, quando si è nervosi, si corre il rischio di parlare a sproposito come il sindaco ha fatto l'altro giorno alla prima giusta osservazione che gli è stata mossa in conferenza stampa. Le Amministrazioni che l'hanno preceduta, caro Sindaco, hanno speso ben più di 30 mila l'anno: pensi alla riapertura del Teatro degli Industri, del Museo Archeologico, del Convento delle Clarisse... Oggi, invece, Lei ci propina decine di "sponsorizzazioni" (leggi: contributi a pioggia) date ad associazioni pseudo culturali, ha disfatto senza colpo ferire il Museo Virtuale, ha non si sa quante volte annunciato come imminente la riapertura del Museo di Storia naturale e via dicendo; i Grossetani hanno assistito ai libri della Biblioteca Cheliana gettati nei cassonetti, stanno ancora aspettando che l'Università si sviluppi nell'annunciata Fondazione; per non parlare, poi, dell'affaire Luzzetti... Immagino già la sua replica: Io, Bonifazi, ho comprato il Moderno! È vero! 7 milioni di in un botto solo non li aveva mai spesi nessuno per un vecchio cinema da ristrutturare!
TOSCANA - Sulla cultura il sindaco si lamenta ma è lui a non investire un euro
Il Sindaco Montemaggi è nervoso a causa della sua gestione del consiglio comunale, che ha battuto il record di sedute saltate per mancanza di numero legale. La maggioranza del consiglio è insoddisfatta e il Sindaco è costantemente tenuto in scacco. Il Sindaco ha fatto una dichiarazione a sproposito durante una conferenza stampa, affermando che le Amministrazioni precedenti hanno speso più di 30 mila l'anno. Ha anche proposto decine di "sponsorizzazioni" ad associazioni pseudo culturali, ha disfatto il Museo Virtuale e ha annunciato la riapertura del Museo di Storia naturale più volte senza successo.
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