PECHINO Italia e Cina muovono un passo in avanti nella lotta alla contraffazione. Ieri, il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, ha siglato un accordo di cooperazione sulla tutela della proprietà intellettuale che dovrebbe aprire un nuovo capitolo su una delle questioni più spinose nelle relazioni tra la Cina e il mondo industriale. «È un accordo importante che aumenterà lo scambio di informazioni e di esperienze tra i due Paesi in tema di difesa di marchi e brevetti, fortemente voluto anche dai cinesi che cominciano a sentire l'esigenza di tutelare le loro aziende dalla contraffazione», ha commentato Marzano. Il patto anti-falsari Roma-Pechino attribuisce un ruolo chiave all'Ufficio brevetti e marchi, al ministero dei Beni Culturali per il copyright, e a quello degli Affari esteri per gli aspetti legislativi. Questi ultimi dovranno stabilire un rapporto di collaborazione con gli omologhi uffici competenti cinesi, con l'obiettivo di arrivare a uno scambio di informazioni, nonché al mutuo riconoscimento dei prodotti di ingegno. Si parte praticamente da zero. Anche se la Cina è membro del Wipo (World international property organization), nel concreto non ha mai fatto nulla per attuare i principi di tutela stabiliti dall'organismo internazionale in materia di brevetti e marchi. «Grazie a questo accordo, inizierà subito uno scambio reciproco di tecnici, di conoscenze legislative e di tecniche di valutazione tra Italia e Cina ha spiegato Massimo Goti, direttore generale del ministero delle Attività produttive . Le tecniche di valutazione sono un elemento importante poiché oggi la ricerca, la tecnologia e l'evoluzione del prodotto rappresentano un punto fondamentale nella lotta alla contraffazione. L'obiettivo è che l'Ufficio brevetti cinese arrivi a riconoscere e difendere i marchi, i disegni e i brevetti depositati nel resto del mondo». La trasferta di Marzano in Cina, decisa in extremis dopo l'annullamento della visita di Stato del presidente Carlo Azeglio Ciampi, è stata l'occasione per firmare altre intese. Due su tutte. La costituzione di un Comitato misto per lo sviluppo di progetti nel settore aerospaziale. E la consegna alla Municipalità di Pechino del primo autobus ecologico Iveco su una fornitura di 300 veicoli. Marzano si è recato anche a Tianjin per visitare il vecchio quartiere italiano costruito tra l'inizio del secolo scorso e la fine degli anni 30, vale a dire durante la presenza in città dell'unica Concessione italiana in Cina. Un quartiere che a tutt'oggi ospita decine di bellissimi palazzi e ville in stile Liberty, molte delle quali ormai fatiscenti, e che potrebbe rappresentare una preziosa opportunità di business per le aziende italiane. La Municipalità di Tianjin ha infatti un piano per il recupero edilizio dell'area (una trentina di ettari) su cui sorgeva la vecchia Legazione. I numeri in gioco sono grossi: 60mila metri quadrati da demolire, 260mila metri quadrati di edifici di interesse storico-architettonico da recuperare, 98mila mq di nuove costruzioni. In più ci saranno da rifare tutte le infrastrutture pubbliche, strade comprese. «Vorremmo che la riqualificazione della ex-Concessione venisse realizzata dagli italiani in modo da preservare lo stile dell'epoca», ha auspicato Dai Xiang Long, sindaco di Tianjin ed ex Governatore della People's Bank of China. Che da buon banchiere centrale conosce il valore dei soldi e sa bene che per portare a termine il progetto non basterà la buona volontà, ma serviranno anche molti quattrini. «Certamente sarà un investimento notevole. Noi faremo la nostra parte, ma gli italiani dovranno fare la loro», ha aggiunto Dai Xiang Long. «La Municipalità investirà circa 100 milioni di euro. Ma la parte restante dovrà metterla chi è interessato al progetto, poiché il nostro Governo al più potrà dare un contributo», ha precisato Marzano gelando così le speranze del sindaco di Tianjin. Che sembra comunque determinatissimo a chiudere l'operazione in tempi brevi. Con o senza di noi. Il 21 giugno si svolgerà una riunione alla quale parteciperanno anche alcuni professionisti italiani (tra questi sicuramente lo Studio Gregotti) per valutare il da farsi. Dopo di che bisognerà elaborare il cosiddetto "master plan" e iniziare i lavori di restauro della Concessione. Ottanta anni dopo la mirabile opera dei nostri architetti, sarebbe un vero peccato se a metterci le mani e a spartirsi la torta fossero solo giapponesi, tedeschi, francesi e americani.
Italia-Cina, primo accordo anti-falsi
Il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, ha firmato un accordo di cooperazione sulla tutela della proprietà intellettuale con la Cina. L'accordo prevede lo scambio di informazioni e di esperienze tra i due Paesi in tema di difesa di marchi e brevetti. Il patto attribuisce un ruolo chiave all'Ufficio brevetti e marchi, al ministero dei Beni Culturali per il copyright e al ministero degli Affari esteri per gli aspetti legislativi. L'accordo è stato firmato durante la visita di Marzano in Cina, dove ha anche visitato il vecchio quartiere italiano costruito tra l'inizio del secolo scorso e la fine degli anni 30 a Tianjin.
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