Beni culturali, il piano della sovrintendenza comunale. Prezzi e regole Il regolamento in vigore dal 2010 "Se per sposarsi in una villa privata si paga un tot, non vedo perché non farlo anche a villa Torlonia" Dalle sale dei Capitolini alle ville storiche. Il piano di Broccoli Comune, arte a reddito "Antichi tesori in affitto" Affittare, per un matrimonio da sogno, un pezzo di villa Borghese o villa Doria Pamphilj. Prendere in prestito statue o colonne da esporre in una piazza degli Emirati arabi uniti. Il Comune va avanti con la "messa a reddito" del suo patrimonio artistico. Lo fa con una delibera appena approvata dalla giunta che fissa le regole per lo sfruttamento, luso e la riproduzione delle opere darte di proprietà del Campidoglio. Per ora si sperimenta, ma dal 2010 arriverà un vero proprio tariffario, anche per chi intende girare film e spot pubblicitari in città. Il sovrintendente Umberto Broccoli assicura: «Nessuna svendita, ci sarà la massima cautela. Ma larte deve essere in grado di autofinanziarsi». «Se un emirato arabo vuole ricreare una piccola Roma sulle rive del Golfo Persico perché non concedergli il necessario per dieci anni, considerando che oltre ai beni materiali possiamo fornirgli anche il know how?». La "messa a reddito" per Umberto Broccoli è un cavallo di battaglia: da quando è stato nominato, poco più di un anno fa, sovrintendente comunale ai Beni culturali, lha indicata tra le linee guida del suo mandato con altre due parole chiave: "comunicazione" e "manutenzione". Perché «le nostre ricchezze sono enormi, dal Campidoglio ai mercati di Traiano, da villa Borghese a villa Glori... senza contare i musei». Una concezione che fa discutere ma che si avvia a diventare realtà, grazie a una recente delibera approvata dalla giunta comunale che si occupa proprio di questo: di come far sì che il patrimonio artistico del Comune figuri in bilancio anche alla voce "Entrate". La delibera in realtà è preliminare a un regolamento dettagliato che entrerà in vigore nel 2010, e conterrà le tariffe per "concessione in uso, riproduzione e sfruttamento dellintero patrimonio culturale, materiale e immateriale, del Comune" (oggi si passa attraverso convenzioni stipulate di volta in volta). Il "nuovo corso" sarà articolato in cinque punti. Il primo è forse il più controverso, "laffitto" delle opere darte. Se con i grandi musei esteri varrà, come ora, il principio di reciprocità («Loro ci prestano la Gioconda, noi la Lupa capitolina» sintetizza il sovrintendente), ci sarà un prezzario invece per i privati, dalle associazioni alle catene commerciali. La novità, spiega Broccoli, riguarderà principalmente opere in magazzino, «assai più numerose di quelle esposte. Con guadagno per tutti: le cantine sono piene di capolavori che nessuno vedrà mai, perché le sale scoppiano, non abbiamo letteralmente più spazio». Secondo punto, altrettanto sensibile, sarà la possibilità di utilizzare per eventi - anche privati - i grandi musei romani, dal Barracco al Planetario allAra Pacis. O di terrazze, sale, giardini delle ville storiche. Una pratica già esistente per le aziende, che sarà ampliata e continuerà ad essere gestita dalla società Zètema. Con «nessun altro parametro se non quelli commerciali. Se oggi per sposarsi in una villa privata si spende X, non vedo perché per farlo a villa Torlonia non si dovrebbe pagare altrettanto». Non solo: «Non escludo - continua Broccoli - che un ente, una grande onlus possa chiedere in comodato una delle grandi ville storiche. Facendosi carico, in cambio, del restauro e della manutenzione ordinaria. E ovviamente con limpegno a lasciarci libero accesso per le nostre attività». Terzo e quarto punto, le regole per la riproduzione delle opere darte e un nuovo tariffario per gli spazi pubblicitari sugli innumerevoli cantieri di ristrutturazione e restauro. Ultimo un aspetto cui la Sovrintendenza tiene molto: le riprese video per film e spot pubblicitari, per le quali finora cera un contributo forfettario «incredibilmente basso: appena 413 euro. Uno va a Fontana di Trevi per le riprese di un film, le immagini fanno il giro del mondo... tutto praticamente gratis». Ora invece? «Di recente, grazie ai fondi di un regista giapponese che ha girato ai Musei capitolini, abbiamo riaperto al pubblico una sala dedicata al Medioevo, con al centro la statua di Carlo dAngiò». E come saranno i prezzi? «Non così alti da scoraggiare, ma neppure fuori dal mercato». Si ragiona su un ordine di grandezza di 1.500 euro al giorno per location di pregio come Trinità dei Monti o Fontana di Trevi.
ROMA - Capolavori a reddito. "Scusi, mi presta la sala del MarcAurelio?" Ora il Campidoglio noleggia i suoi tesori
Il Comune di Roma ha approvato una delibera per la "messa a reddito" del suo patrimonio artistico. Il sovrintendente Umberto Broccoli ha spiegato che il piano è per affittare le opere darte in magazzino e le sale dei musei per eventi privati e pubblici. Il regolamento entrerà in vigore nel 2010 e prevede tariffe per l'affitto, la riproduzione e lo sfruttamento dell'arte. Le opere darte in magazzino saranno affittate con un prezzario, mentre le sale dei musei saranno utilizzate per eventi con un tariffario. Il sovrintendente ha anche spiegato che le ville storiche e le terrazze saranno disponibili per eventi privati e pubblici.
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