Il sovrintendente Broccoli: "Nessuna svendita, ci sarà la massima cautela". Rincari anche per girare film e per spazi pubblicitari "Basta rami secchi il nostro patrimonio deve essere una ricchezza Ma se un tecnico dice "il respiro degli ospiti può alterare il microclima dellopera" allora non se ne fa nulla" «I beni culturali non possono essere un ramo secco. Questa è la filosofia sottesa al nostro progetto. Perché anche mia madre, se le parlate di "beni culturali", risponde: "Oddio, quelli che bloccano i lavori della metropolitana". Invece no: i beni culturali sono un patrimonio, una ricchezza». E soprattutto, secondo il sovrintendente Umberto Broccoli, «devono essere in grado di autofinanziarsi». Ma così non cè il rischio di svenderli? «Al contrario. Dietro a tutto cè sempre la Sovrintendenza che svolge il suo compito di tutela e salvaguardia; che - come dice il nome - sovraintende. Ci sono gli esperti, i restauratori, i custodi. Basta che un tecnico dica "Il respiro degli ospiti altera il microclima" e non se ne fa nulla». Si potranno utilizzare spazi finora interdetti? «Di recente la sala del MarcAurelio è stata concessa, se non sbaglio, addirittura per il G8. Ci penso e mi dico: perché no? Un evento mirato, a richiesta. Un altro esempio: a Firenze, villa Tolomei è stata concessa in comodato per cinquantanni per un resort a 5 stelle. Di nuovo mi dico: perché no? In linea di principio non escluderei nulla di quello che è agibile». Ci saranno novità anche per gli spazi pubblicitari sui ponteggi? «Stiamo solo mettendo ordine nellintrico di regolamenti esistenti. E ritariffando. Fra laltro, su nostro suggerimento, recepito dalla Sovraintendenza di Stato, si aprirà presto un tavolo interistituzionale per discutere proprio di questo: le regole per lospitalità negli spazi museali e per la pubblicità. Tavolo che sarò io a coordinare». Come sintetizzerebbe il nuovo approccio? «Il principio devessere quello di una flessibilità intelligente, sempre ferma restando la salvaguardia. Non sto dicendo nulla di nuovo: tutte queste cose erano già previste dalla legge Ronchey. Però sono soddisfatto perché, quando ho cominciato a parlarne un anno fa, tutti mi hanno fatto la guerra. Invece ora cè chi comincia a copiarmi». (chiara righetti)