La proprietà intende recuperare le antiche Scuderie e la casa del Fattore: poi deciderà come utilizzarle Recupero degli annessi di villa Mansi: le scuderie antiche, vincolate come monumento nazionale, la casa del fattore e anche l'annesso agricolo. La richiesta di interventi di manutenzione straordinaria è stata avanzata al Comune di Capannori il 30 settembre, dopo che anche Il Tirreno aveva sottolineato la chiusura al pubblico della magione, ristrutturata con 1,5 milioni di fondi pubblici. Ora i nuovi proprietari - la società San Michele srl, che fa capo a un gruppo di industriali e professionisti pistoiesi - si sono decisi a recuperare gli immobili, senza decidere ancora la destinazione d'uso. Nella relazione dello studio Techno ingegneria di Marlia (degli ingegneri Andrea Casadidio, Raffaello Bertocchini e Riccardo Toloni) si chiarisce questo aspetto: «Per tutti e tre gli annessi, l'intervento di progetto si pone l'obiettivo di rimettere a nuovo gli elementi strutturali oramai degradati dal tempo e dalle intemperie nell'attesa che in futuro venga realizzato un progetto finalizzato a un utilizzo dell'intero complesso». La priorità in questo momento, dunque, è riportare gli edifici all'antico splendore, rimediando a crolli e cedimenti attraverso un restauro che si pone l'obiettivo di recuperare i materiali originali, spesso accatastati in magazzini. Sarà il Comune a stabilire se ci sono le condizioni per rilasciare l'autorizzazione (una Dia: dichiarazione di inizio attività) ai lavori. LE SCUDERIE L'edificio, di quasi 2mila metri quadri, era utilizzato solo in parte a scuderie (il piano terra dell'ala ovest). Veniva, infatti, utilizzato come magazzino delle spezie, armeria, sala per il gioco della pallacorda (piano dell'ala orientale). L'immobile, a due piani, a una pianta a "V": l'ala est è stata utilizzata a piano terra come magazzino mentre i saloni al primo piano sono chiusi da tempo immemorabile. Le scuderie hanno anche un particolare loggiato con statue e fontane. Costruito nel XVII secolo, oggi lo stabile è «molto degradato con evidenti zone in stato di crollo sia per il solaio di copertura (a tetto) che per quello interpiano (fra il piano terra e il primo piano», secondo quanto scrivono i tecnici. L'obiettivo dell'intervento, dunque è di «rimettere a nuovo tutti gli elementi strutturali che sono stati degradati dalle intemperie e dalla mancata manutenzione. Si procederà per fasi finalizzate al massimo riutilizzo di travi, travicelli, mezzane, embrici, coppi in precedenza smontati, selezionati e accatastati». In primo luogo verrà ricostruita la parte fuori terra e poi i tecnici procederanno al consolidamento delle fondazioni, ricostituzione delle pavimentazioni, fino al rifacimento degli intonaci in base alle indicazioni della Sovrintendenza». CASA DEL FATTORE Anche in questo caso, lo stato dell'edificio (sempre del XVII secolo) è «molto degradato». L'obiettivo è recuperare la casa a due piani sempre utilizzando i materiali originali e seguendo le indicazioni delle Belle arti. ANNESSO AGRICOLO Si tratta di un edificio «molto degradato» a un solo piano di 92 metri quadri alto in gronda 4,36 metri. Oltre alla ristrutturazione con elementi originali, dovranno essere realizzati anche gli impianti.