Nonostante gli sforzi degli operatori i bagni sono in pessimo stato, molte le staccionate rotte e l'ufficio apre solo nel week end Il cartello "monumento nazionale" che accoglie il turista vicino al parco archeologico di Roselle, a 100 metri dalla biglietteria, ha accanto a sé uno scenario tutt'altro che monumentale. Staccionate crollate, marcite o prese a calci da qualcuno; un po' di sporcizia in terra (fazzoletti e bottigliette di plastica). E soprattutto i due "baracchini" (ora diventati quattro) che fungono da toilettes: due prefabbricati riverniciati di bianco in tempi recenti, e più volte presi a male parole da turisti e amanti dell'archeologia, come antidiluviano esempio di "pattumiera". Proprio per questi bagni, due giorni fa in Comune a Grosseto, si è consumata una scena incandescente tra una guida turistica, che implorava il sindaco di comprae bagni nuovi, e il sindaco accalorato che spiegava. «L'acquisto non spetta a noi ma alla Soprintendenza» discorso condito con accuse di qualunquismo a chi protesta sempre e solo - anche quando non lo merita - per l'operato degli amministratori. Ora quelle toilettes sono state chiuse a chiave (pare in via definitiva) e accanto ci sono stati messi due Sebach, con l'inconfondibile odore di fragola. Problema raddoppiato, quindi. «La Soprintendenza - spiega Bonifazi - ha già annunciato di risolvere definitivamente la questione e si sta incaricando di acquistare bagni nuovi. Quindi il problema sembra risolto». Ma soprattutto si pensa a cambiarne la collocazione. I dipendenti della biglietteria di Roselle confermano che c'è stato un sopralluogo della Soprintendenza; che l'operazione procede («anche se non sappiamo quando»), e che finalmente - idea rivoluzionaria - per la prima volta le toilettes dovrebbero essere piazzate "dentro" l'area degli scavi (e non più fuori, a 100 metri). I turisti, insomma, potranno andare in bagno. Ma facendo un giro nell'area ci sono alcune novità in positivo. Copie di statue abbelliscono gli scavi (gli originali sono all'archeologico); audioguide gratuite sono a disposizione del turista; l'erba alta è tenuta a bada nonostante i pochi fondi consentano solo due tagli all'anno. Alcuni punti verdi - con giardinetti, fiori e piante grasse - sono curate dai dipendenti dell'area archeologica. Restano i punti dolenti. La ruggine divora i cartelli, le passerelle e le scalette d'accesso agli scavi. Non ci sono cestini, niente fontanelle, poche le panchine. Dal 1 ottobre l'ufficio informazioni del Comune - davanti alla biglietteria - resta aperto solo sabato e domenica, fino a marzo. E' così tutti gli anni. Il degrado continua. Ma il sindaco Bonifazi chiarisce. «I funzionari del Ministero e le persone che gestiscono gli scavi sono bravissimi; penso a Mario Cygielman o agli altri. Il problema è a monte. Se lo Stato non investe non si va da nessuna parte». Elisabetta Giorgi Durante il bilancio sulla mostra La polemica scoppiata al museo La polemica era scoppiata giovedì mattina, in occasione del bilancio della mostra "I Signori di Maremma". Laura Bernardini, guida turistica e collaboratrice all'ufficio informativo di Roselle, aveva parlato della disastrosa situazione dei bagni del parco archeologico: «Mai cambiati, solo verniciati a intermittenza, sono un'aperta sfida all'igiene». Ed è venuto fuori anche che nell'area ci sono scavi fermi, ruderi inghiottiti dall'erba alta, cartelli arrugginiti, niente marketing.