Esemplare appare la questione della costruzione di un nuovo ospedale. La discussione ha accompagnato la campagna elettorale e in questi giorni in maniera inusuale rispetto a più collaudati percorsi istituzionali è arrivata all'attenzione della pubblica opinione cittadina. Non è certo una novità che l'attuale struttura ospedaliera, costruita negli anni trenta, appaia obsoleta e inadeguata alle concezioni ormai affermate in questo settore, tra i più specialistici dell'architettura. Il dibattito sulla concezione architettonica e spaziale delle strutture ospedaliere nasce in epoca moderna e segnatamente nel 1772 quando a Parigi si pose la necessità della ricostruzione dell' antico Hotel-Dieu. Cito il precedente storico per sottolineare come la ricostruzione di questo stabilimento di cura non avvenne senza un'approfondita discussione sulla sua configurazione spaziale. E' indubbio che una costruzione specialistica come il nuovo ospedale impone almeno due caratteristiche: da una parte un'aggiornata capacità ideativa e progettuale che proceda oltre le tante affermazioni generiche, dall'altra una efficace rapidità dell'esecuzione. Non di minore portata è poi la localizzazione della nuova attrezzatura sanitaria: se fosse confermato lo spostamento nell'area di Montenero, si porrebbe con altrettanta immediatezza il destino urbanistico e architettonico dell'ospedale esistente. Ritengo che si possa parlare di un vero e proprio fenomeno di dismissione, come nel caso di un sito industriale: il rischio ben evidente è che si possa giungere ad una sorta di territorio abbandonato, rischio ben concreto se leggiamo le ipotesi (le più svariate e prive con tutta evidenza di un'effettiva strategia), formulate proprio in questi giorni su tali aree. Stupisce che proprio in una fase di ridisegno urbanistico della città non sia prevalsa maggiore prudenza. Perché non attendere un più meditato studio del nuovo disegno urbanistico prima di affidarsi a dichiarazioni di tono unicamente pubblicitario? A più riprese si è citato l'esempio della vicina Pisa: la scelta del definitivo trasferimento dell'ospedale nelle aree di Cisanello era prevista già nel piano regolatore degli anni 60, senza contare l'evidente vocazione turistica degli edifici limitrofi alla piazza della cattedrale; di qui l'innegabile interesse da parte di investitori privati. Si tratta di una condizione ben diversa da quella livornese. Il nostro ragionamento non intende negare l'esigenza del nuovo ospedale. Dobbiamo piuttosto cogliere un'occasione storica che può segnare il destino della città per molti anni, paragonabile a quanto avvenuto negli anni 30. La dismissione di aree e l'ammodernamento di attrezzature di servizio comportano di fatto un riequilibrio territoriale e la definizione di una più coerente rete di infrastrutture: è innegabile che il disegno di una parte così ampia di città deve assumere come orizzonte una visione di trasformazione generale della città stessa. E prima ancora di verificare gli aspetti estetici, peraltro assai significativi, tale disegno deve misurarsi con il contesto storico, con le configurazioni geografiche: solo da qui può nascere una strategia complessiva che non assuma in partenza decisioni avventate, ma che adotti anche condizioni di collaborazione con quelle forze economiche intenzionate ad agire non solo sotto la spinta del profitto immobiliare.
CEMENTO - LIVORNO, I dubbi sul nuovo Ospedale, una scelta da ponderare bene
La costruzione di un nuovo ospedale è un tema di discussione nella città. L'attuale ospedale, costruito negli anni trenta, è considerato obsoleta e inadeguato alle moderne concezioni architettoniche. La discussione sulla costruzione del nuovo ospedale è arrivata all'attenzione della pubblica opinione cittadina. Il dibattito sulla concezione architettonica e spaziale delle strutture ospedaliere è un tema storico che risale al 1772 a Parigi. La costruzione del nuovo ospedale richiede una capacità ideativa e progettuale aggiornata e una rapidità di esecuzione.
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