Aperta da oggi nel Museo di Capodimonte la prima personale nel Sud Italia dellartista tedesca Sedici opere che ritraggono spazi e monumenti della città restituiti alla bellezza e fuori dal caos La biblioteca dei Girolamini, il San Carlo, il salone da ballo di Capodimonte e altri capolavori in immagini che rispettano regole e proporzioni renata caraglianoStella cervasio «Collezionare fotografie è collezionare il mondo», scrive Susan Sontag negli anni Settanta. Ed è questo il filo conduttore del lavoro di Candida Höfer a Capodimonte: 16 grandi fotografie-quadri della Napoli del silenzio e dellarte. Una città oltre il tempo, che rifiuta tutti gli altri aggettivi diversi da "grandioso". In contrasto con il solito caos e lhorror vacui, i suoi ambienti storici, interni monumentali, popolati da opere darte o da libri, sono scevri dalla presenza fisica e quasi non riconoscibili nelliconografia comune napoletana. La biblioteca dei Girolamini è chiusa da anni, la fotografa non ha dovuto attendere lorario di chiusura. Questo contrasta con il fine della Höfer: «Amo fotografare spazi aperti al pubblico - dice - luoghi dove le persone usano incontrarsi, comunicare, rilassarsi e divertirsi. Ciò che mi interessa di questi posti è la sovrapposizione delle epoche storiche che possono essere lette contemporaneamente, come in un unico palinsesto». È aperta da oggi nella Sala Causa del Museo di Capodimonte la prima personale nel Sud Italia dellartista tedesca, che vive e lavora a Colonia. Nata nel 1944, studia con la celebre coppia di fotografi di fabbriche e di edifici postindustriali Berndt e Hilla Becher, dando vita, con altri, al gruppo della Scuola di Düsseldorf. Le sue foto di biblioteche, monumenti, teatri e altri luoghi di cultura sono famose in tutto il mondo. Qui si vede il salone da ballo di Capodimonte, la Biblioteca Nazionale con la sezione Lucchesi-Palli, lArchivio di Stato, il San Carlo, la chiesa di San Francesco di Paola. Una bellissima chiesa della Certosa di San Martino insolitamente vista dallaltar maggiore, dove protagonista diventa la Deposizione del cavaliere Massimo Stanzione. In primo piano la nitidezza e la perfezione dellimmagine, che si presenta sempre riprodotta secondo la prospettiva rinascimentale, nel rispetto di regole e proporzioni. Ciò che nel suo testo in catalogo (Electa) Angela Tecce definisce con il sostantivo latino "concinnitas". Il termine, che nei trattati architettonici di Leon Battista Alberti unisce simmetria a bellezza ed equilibrio, nasce con Cicerone, che ne raccomanda luso nelle orazioni. Queste caratteristiche costanti nel lavoro dellartista suggeriscono allosservatore lingresso virtuale in spazi mai visti. Persino se già noti. In alcuni casi la perfezione riporta allaltissimo artigianato delle maquette, dove la ricerca del dettaglio aveva ragioni geometriche. Gli "allestimenti" prediletti sono di ambientazione settecentesca, in alcuni casi ricollegabili senza mezzi termini alle architetture di interni del vedutista piacentino Giovanni Paolo Pannini. «Napoli è la prima città del sud dove ho lavorato», dice lartista, parlando del suo "atlante", visto con occhi goethiani per un Grand Tour del terzo millennio. La mostra è a cura della Soprintendenza speciale per il Polo Museale (tutti i giorni 8.30 -19.30, chiuso il mercoledì).
NAPOLI - Fotografie-quadri della Napoli darte e silenzio
La prima personale di Candida Höfer a Capodimonte è stata aperta nel Museo di Capodimonte. Lartista tedesca ha esposto 16 grandi fotografie-quadri della Napoli del silenzio e dellarte. Le sue opere ritraggono spazi e monumenti della città, come la biblioteca dei Girolamini, il San Carlo, il salone da ballo di Capodimonte e altri capolavori, in immagini che rispettano regole e proporzioni. Höfer ama fotografare spazi aperti al pubblico e vuole mostrare la sovrapposizione delle epoche storiche che possono essere lette contemporaneamente. La mostra è a cura della Soprintendenza speciale per il Polo Museale e sarà aperta tutti i giorni fino al mercoledì.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo