«Quello che il governo ha fatto al Carlo Felice di Genova è una cosa che si ripete in molte città italiane. Con laggravante di una imperdonabile scorrettezza istituzionale: invece di comunicare ufficialmente il prolungamento del commissariamento al teatro dellopera al sindaco, il ministro Bondi lo fa attraverso la nota stampa di un esponente di un partito di maggioranza» accusa Sergio Cofferati. Deputato europeo, ex sindaco di Bologna e accanito appassionato del teatro operistico, Cofferati mette sotto processo la "politica dei commissari" del governo Berlusconi. Perché ce lha tanto con i commissari? «Perché il governo usa i commissari come placebo: invece di affrontare i problemi strutturali dei teatri li commissaria. Così quando finisce il commissariamento, a forza di tagli si sono riportati i bilanci in pareggio ma non si sono risolti i problemi. E landamento negativo ricomincia». È sbagliata la politica dei tagli? «Il governo non ha messo in campo unazione efficace per affrontare il problema strutturale dei teatri lirici. Ha solo ridotto drasticamente il Fus, Fondo unico dello spettacolo, da cui pescano anche i teatri dellopera. E ha programmato unulteriore riduzione. Mancando lossigeno finanziario i teatri vanno in crisi e il governo li commissaria». La legge che riformò gli enti lirici confidava nellintervento dei privati per portare nuovi finanziamenti. Ma questo è avvenuto in maniera insoddisfacente. Per quale motivo? «Quella legge è da correggere in maniera profonda. Si è voluto copiare la legislazione anglosassone, ma in Inghilterra i privati che investono in cultura hanno un robusto vantaggio fiscale, qui da noi niente. Così chi interviene lo fa solo perché è un mecenate, e di questi tempi ce ne sono pochi, o perché vuole mantenere buoni rapporti con le istituzioni». Sotto accusa sono anche i costi artistici esagerati... «Certo spesso sono eccessivi, anche perché cè in molti casi il malvezzo di pagare gli artisti più di quanto essi prendano in Europa». Si possono diminuire i costi di gestione dei teatri lirici? «Ci sono azioni di razionalizzazione - coproduzioni, accordi - che i teatri dovrebbero attuare ma che il governo dovrebbe agevolare. Anche nei rapporti tra lAnfols, associazione degli enti lirici e sinfonici, e i sindacati il governo dovrebbe avere un ruolo partecipe, non fare finta di niente». Perché il governo ha scelto questa linea? «Il tentativo è quello di ridurre lintervento del governo a pochi grandi teatri: Scala, Opera di Roma, forse Napoli. Gli altri si arrangino. Ma il governo non capisce che in Italia il melodramma non è solo spettacolo, ma ha un forte valore identitario».
GENOVA - "Bondi vuole soffocare lOpera". Cofferati: dal ministro unimperdonabile scorrettezza istituzionale
Il governo ha commissariato il teatro dellopera di Genova senza comunicare ufficialmente al sindaco. Il ministro Bondi ha fatto la comunicazione attraverso un esponente di un partito di maggioranza, Sergio Cofferati. Cofferati accusa il governo di utilizzare i commissari come placebo per affrontare i problemi strutturali dei teatri. Il governo ha ridotto drasticamente il Fus, Fondo unico dello spettacolo, e ha programmato un'altra riduzione. I teatri vanno in crisi a mancare l'opzione finanziaria. La legge che riformò gli enti lirici confidava nell'intervento dei privati per portare nuovi finanziamenti, ma questo è avvenuto in maniera insoddisfacente.
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