Il presidente: prima la sicurezza. Inchiesta della procura MESSINA - Alle tre del pomeriggio, Guido Bertolaso, arranca nel fango. Il capo della Protezione civile arriva a piedi a Scaletta Zanclea mentre i suoi uomini scavano a mani nude. «Guardate qui, è costruita sul greto del fiume. Cosa vogliamo aspettarci? Lacqua fa il suo corso e se le case sono costruite dove non si dovrebbe, ecco il risultato». Labusivismo edilizio è lunico imputato del disastro di Messina. Lo dice senza mezzi termini il presidente della Repubblica che esprime tutto il suo dissenso contro le "opere faraoniche" e sollecita un serio piano di investimenti per la sicurezza. Parole che, nella città in cui il governo vuole costruire il ponte sullo Stretto, vengono ascoltate con particolare attenzione: «Bertolaso dice delle cose sacrosante - osserva il capo dello Stato in visita a Potenza - . Cè una situazione di diffuso dissesto idrogeologico in parte causato dallabusivismo a Messina e in molte altre parti dItalia. O si avvia un piano serio che investa, piuttosto che su opere faraoniche, sulla garanzia e la sicurezza oppure queste zone del Paese potranno essere afflitte da altre sciagure». Neanche le ruspe sono riuscite a farsi largo in quei cinque metri di fango e detriti che hanno invaso Scaletta Zanclea. Ci sono venti morti già recuperati, una quarantina di feriti e ancora una decina di dispersi da cercare mentre riprende a diluviare. È il giorno dei soccorsi, nessuno ha voglia di fare polemica, ma davanti a questo sfacelo la rabbia esplode inevitabilmente. «Lo grido da otto anni: manca la prevenzione e non cè rispetto per il territorio - insiste Bertolaso - Lunica cosa che si sa fare quando succedono queste tragedie è chiamare noi, il "pronto soccorso" del paese. O si fa una grande opera di messa in sicurezza o queste tragedie sono destinate a ripetersi. Adesso lavoriamo, poi cercheremo i colpevoli». Un compito al quale lavorano i magistrati della Procura di Messina che ha aperto uninchiesta a carico di ignoti con lipotesi di reato di disastro colposo. Spiega il procuratore Guido Lo Forte: «Con lesattezza e il rigore dellindagine giudiziaria cercheremo di accertare le cause di questa tragedia e se qualcosa, con riferimento agli anni passati, abbia potuto contribuire a causare il disastro di oggi». Adesso parlano tutti di "tragedia annunciata". Politici e amministratori si rimpallano le responsabilità. Il ministro dellAmbiente Stefania Prestigiacomo ammette: «Resta la rabbia, lamarezza, il dolore, perché probabilmente questa tragedia poteva essere evitata. La Regione aveva delle cifre che non sono state utilizzate e spese adeguatamente. Ora si tratta di mettere fine a questo malgoverno e intervenire rapidamente». Ma Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd, fa i conti in tasca al governo. «Non aiuta certo il fatto che il governo Berlusconi abbia tagliato i fondi per la protezione del territorio».