CAGLIARI. Scontro frontale con dure polemiche tra maggioranza e opposizione, ma anche tentativi di dialogo in Consiglio regionale sulla legge per il rilancio dell'edilizia (impropriamente chiamato Piano casa) attraverso i «regali» di metri cubi. Quella di ieri è stata una giornata interlocutoria ma non priva né di colpi di scena né di passaggi significativi sul piano politico. Approvato l'articolo 1 (sulle finalità della legge) la prima novità è arrivata dall'assessore all'Urbanistica, Gabriele Asunis. Dopo aver presentato un emendamento per prevedere premialità volumetriche anche per gli edifici sottoposti a tutela, l'esponente della giunta Cappellacci è stato sottoposto a durissime critiche di speculazione e di distruzione da parte dell'opposizione e alla fine, pur rigettando le accuse, ha ritirato l'emendamento per stemperare il clima. Asunis ha in più occasioni cercato il dialogo con il centrosinistra e per oggi ha annunciato un altro emendamento per rendere chiaro che potranno accedere ai benefici della legge le costruzioni ultimate entro il 30 giugno 2009 (nel testo attuale non c'è alcuna data). La maggioranza di centrodestra non deve però fare i conti solo con l'opposizione, perché su uno dei punti più spinosi (le ville e le seconde case nella fascia costiera dei 300 metri) il vero ostacolo viene dal Psd'Az. Che ieri, con il capogruppo Giacomo Sanna, ha ribadito il «no» a ripristinare il premio al residenziale. premio tolto in commissione proprio da un emendamento sardista. Giacomo Sanna ha è stato duro nei confronti della maggioranza ma ha colto l'occasione per picchiare anche a sinistra e in particolare verso la giunta di Renato Soru. Replicando alle accuse di cementificazione, Sanna ha detto: «Non siete quelli che possono dare patenti di cementificatori o dichiarare verginità. Ho fatto una ricerca e ho trovato tre pagine completamente piene che contengono le Intese che lasciavano la libertà, al governatore di turno, di sottoscrivere anche quando i Comuni non erano consenzienti. Poi, però - ha continuato Sanna - riempivano le coste di ciò che ritenevano opportuno». Il documento distribuito dal Psd'Az elenca una serie di interventi costieri con un ammontare complessivo di incremento volumetrico pari a un milione e mezzo di metri cubi. Giacomo Sanna ha proseguito: «Tutto è avvenuto nel silenzio più assoluto dell'allora maggioranza e delle associazioni ambientaliste. Avrei preferito - ha concluso il sardista - che fosse in aula chi le ha decise. Ora si sorride per l'incremento del 10, ma ci sono quelle Intese sono andate avanti nella finta di non vedere». Al capogruppo dei 4 Mori ha replicato l'ex assessore Gian Valerio Sanna (Pd). «Noi - ha detto - abbiamo avuto 800 richieste d'Intesa, 300 sono state rimandate ai Comuni e circa 250 di queste sono state ritenute inammissibili perché non disciplinate dal Ppr. Le intese chiuse sono 110 nel rispetto totale della normativa, tanto che non abbiamo avuto alcuna contestazione». Sul piano politico da segnalare l'apertura fatta dal capogruppo del Pd, Mario Bruno, forse per sfruttare i contrasti del Psd'Az e il malumore che serpeggia nell'Udc. Bruno, rispondendo ad Asunis, ha posto una serie di condizioni insuperabili: nessun premio nella fascia dei 300 metri, niente nei centri storici, pieno rispetto del Codice Urbani e delle competenze dei Comuni. E soprattutto una proposta operativa: visto che il centrodestra dice che è già pronto il vero Piano casa, Bruno ha proposto di unificarlo alla legge in discussione e di prevedere subito i finanziamenti. Richieste di buon senso, ma pare che le difficoltà siano forti.