Dietro il braccio di ferro cova la guerra dei premi Si discute per poche migliaia di euro al Teatro Comunale: tanto costerebbero gli straordinari per lorchestra (calcoli approssimativi parlano di una cifra tra i 5 e i 6mila euro). Ma questa polemica è in realtà solo un assaggio del braccio di ferro che i sindacati, ed in particolare gli autonomi di Fials-Cisal, si preparano a mettere in campo già dai prossimi giorni. Il 6 ottobre, infatti, è previsto lincontro con la direzione del teatro per entrare nel merito del piano aziendale che dovrebbe portare i conti della fondazione in pareggio entro i prossimi tre anni. Una voce determinante di risparmio è quella data dal costo del lavoro. A cominciare dallabolizione di tre premi, uno di risultato e due di produzione, calcolati su criteri obsoleti e che costano al Teatro Comunale un milione e mezzo di euro allanno. Tre milioni in tutto se si aggiungono anche voci di indennità a volte molto fantasiose. «Sono premi ideati da qualche sconsiderato senza che vi siano delle regole ben precise - anticipa il sovrintendente Tutino - Proporremo lapplicazione di una circolare ministeriale che impedisce il pagamento di premi di produzione e di risultato in caso di sbilancio del teatro». Altra voce da considerare è quella degli aggiunti (così si chiamano i contratti a tempo determinato). Attualmente è in vigore una norma per cui appena si arriva sotto l85 dellintero organico scatta automaticamente lassunzione di aggiunti, senza considerare se davvero siano necessari alle produzioni del teatro. Anche questa voce pesa annualmente sulle casse della fondazione per parecchie migliaia di euro. Insomma, quello che aspetta il Teatro Comunale sarà lennesimo autunno caldo, anche perché è allattuazione del piano aziendale che sono legate le sorti del finanziamento di 15 milioni di euro chiesti dal teatro alle banche per assicurare il pagamento degli stipendi nei prossimi mesi, nonchè lattività artistica. (f. p.) VENERDÌ, 02 OTTOBRE 2009 Pagina IX - Bologna Comunale, lultimatum di Sita Lassessore ai musicisti: "O suonate gratis o salta il Pavarotti day" FRANCESCA PARISINI Gli orchestrali del Teatro Comunale hanno ventiquattro ore per ripensarci, di fatto fino ad oggi: o suonano rinunciando allindennità dovuta allo spostamento del riposo dal lunedì ad altra giornata, o salta il concerto previsto per il 12 ottobre, dedicato a Luciano Pavarotti. Lultimatum lo lancia Luciano Sita, assessore al patrimonio artistico e culturale. «È una vicenda un po surreale», spiegava ieri pomeriggio ai cronisti convocati in fretta e furia. «Questo è un evento privato, organizzato per raccogliere fondi a favore dellAnt, ma anche del Teatro Comunale. E gli orchestrali, invece, chiedono soldi per partecipare a un concerto che serve a pagare loro stessi?». Gli autonomi, che rappresentano la maggioranza dei maestri dellorchestra, non lintendono così, ribadendo il loro no. «Nulla è cambiato», afferma infatti Enrico Baldotto. In mattinata cè stato un incontro 'fortuito tra il leader della Fials-Cisal e lassessore. «Si è presentato da me, dicendo che siamo amici», racconta Sita, cui Baldotto ha confermato lindisponibilità dellorchestra. «Mi spiace che Sita sia irremovibile - ha aggiunto nel pomeriggio il sindacalista - . Noi desideriamo partecipare al concerto, senza prendere un soldo in realtà. Siamo noi, però, che vogliamo devolvere il compenso allAnt». «Il mio auspicio è che ci siano ripensamenti - replica Sita - altrimenti è difficile che il concerto si faccia. Penso non ci siano i tempi tecnici neanche per trovare unaltra orchestra. Sarebbe un concerto che porta lustro al Comunale», continua lassessore che lega la vicenda alla difficile situazione della fondazione. «Il teatro ha chiesto un mutuo alle banche, le quali sono disposte a concederlo solo di fronte a condizioni ben precise. Cè un piano industriale messo a punto dalla direzione e che rappresenta la garanzia del mutuo. Episodi come questo del concerto per Pavarotti non mettono in buona luce il teatro». «E evidente che qui si sta "picconando" la situazione del Comunale - commenta il sovrintendente Marco Tutino - e che per colpa di quattro sconsiderati ci va di mezzo tutto il teatro e la città intera». Poi il sovrintendente ribadisce che sin dallinizio lui aveva detto che la partecipazione a titolo volontario degli orchestrali al concerto era subordinata al voto dellassemblea. «Negare ora questo fatto - conclude - dimostra quanto i nostri dipendenti siano presi in giro da un gruppo ristretto di persone».