VENERDÌ, 02 OTTOBRE 2009 LA REPUBBLICA - Genova Con la proroga del commissario licenziato il direttore artistico, scelto dal sindaco Laffondo della Vincenzi: "Questa è una martellata in pieno periodo elettorale" Scialfa: "La cultura, come la scuola, diventa scontro politico per andare alle elezioni" LATTACCO del centrodestra alla Regione Liguria passa per il Carlo Felice. «Una martellata in periodo elettorale», ammette Marta Vincenzi sulla scelta del governo di prorogare il commissariamento fino al 31 maggio del 2010; anche se, insiste, «amiamo troppo il teatro e la città per fare del Carlo Felice un oggetto di scontro politico». «E stata dichiarata una guerra: questi sono due schiaffi violenti alla città. La cultura, come la scuola, diventa scontro politico per andare alle elezioni regionali», si scalda Nicolò Scialfa, consigliere delegato al Teatro dellOpera. Ma basta poco per capire come le cautele della sindaco siano destinate a saltare per aria e la vicenda a presentarsi nella sua vera luce: «Hanno licenziato direttore artistico e direttore degli allestimenti!», annuncia Scialfa dopo una telefonata ricevuta al termine di una tutto sommato prudente conferenza stampa della Vincenzi. Cristina Ferrari, fidatissima della sindaco che lha scelta personalmente, e Michele Olcese di fatto, non vedono rinnovato il loro contratto; Giuseppe Ferrazza annuncia invece con un comunicato - e senza che gli interessati, a quanto pare, siano stati preventivamente avvertiti - di aver scelto di assumere come consulenti il compositore Giorgio Battistelli per la programmazione artistica e larchitetto Stefano Pace per gli allestimenti. «Ah no! Questo cambia il quadro, sono persone di grande competenza che hanno dato lanima per il teatro... e nemmeno ventiquattrore dopo la proroga del commissariamento! Allora è una dichiarazione di guerra, altro che schiaffo», esclama la Vincenzi. Parrebbe proprio così; il fatto è che il campo di battaglia è un organismo fragile e importante come il teatro dellOpera genovese; e mai come questa volta il metodo è sostanza. Il documento di proroga è arrivato solo ieri mattina, ma già nel pomeriggio precedente il centrodestra aveva stamburato entusiasta sulla proroga "necessaria" dovuta alle presunte inadempienze del Comune. Salvatore Nastasi, capo di gabinetto del ministro Bondi, con un sms sul telefonino della Vincenzi, alle 22.20 di mercoledì, confermava che il ministro Sandro Bondi aveva appena firmato. Un messaggino, e poi tutti zitti. «Ho subito chiamato il presidente Burlando, siamo intesi che questa battaglia la faremo tutti insieme», chiarisce la Vincenzi. Annunciando che Burlando, a sua volta, aveva già pronto il nome del consigliere di nomina regionale, cioè Silvio Ferrari; mentre il Comune vorrebbe indicare Scialfa. Con in mano la disponibilità di nuovi soggetti privati per rilanciare il teatro, con un piano industriale da qui al 2014 che verrà presentato ai cittadini, «tenendo ferma loccupazione, dicendo no a una privatizzazione impossibile, con un progetto di ristrutturazione che parta da unanalisi dettagliata delle ultime stagioni, metta a fuoco i ricavi, i costi, il personale e ipotizzi una graduale riduzione dei costi di produzione e laumento dei ricavi». In primis, la difesa del teatro, però: «Salomone propose di tagliare in due il bambino conteso tra due madri e scoprì quella vera perché lei era disposta a rinunciare - dice la Vincenzi - anche io sono la vera madre e dico: tientelo. Non voglio che sul teatro si giochi uno scontro politico. Penso che il ministro Bondi, persona colta e corretta, abbia provato vergogna e non mi abbia fatto sapere». Ma lo schiaffo brucia, eccome. Comune incapace e inadempiente? «Il teatro è gestito dal commissario, gli è stato consegnato in pareggio e oggi ha invece 2 milioni di euro di deficit. Daltra parte era inevitabile commissariare il teatro perché la situazione era insostenibile. Sono convinta di aver fatto la cosa giusta chiedendolo, vista la situazione di totale ingestibilità che cera. Ma ora il compito del commissario, per noi, è finito. E quella relazione la dobbiamo vedere, per fare un piano industriale serio. Non accetto che ci sia qualcuno del centrodestra che in teatro non si è mai visto, e ora conciona in parlamento contro di noi».
LIGURIA - La crisi del teatro. Carlo Felice, gli schiaffi del ministro
Il direttore artistico e gli allestimenti del Teatro dell'Opera di Genova sono stati licenziati, a causa della proroga del commissariamento del teatro. La sindaco Marta Vincenzi ha dichiarato che il centrodestra sta cercando di utilizzare il teatro come oggetto di scontro politico per le elezioni regionali. Il commissario è stato licenziato e il teatro è stato prorogato fino al 31 maggio 2010. La Vincenzi ha affermato che il teatro è un organismo fragile e importante e che non vuole che si giochi uno scontro politico su di esso. Ha anche affermato che il ministro Sandro Bondi non le ha fatto sapere della proroga del commissariamento.
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