Per la Soprintendenza quell'immobile è di pregio «La Tirrenica lo rovinerà: Sat ci paghi i danni» RINO BUCCI ROSIGNANO. Un casolare storico, costruito nella notte dei tempi. Chi abita a Vada se lo ricorda da sempre, ma più si va a ritroso nel tempo, più i ricordi si fanno evanescenti: sembra che verso fine' 800 fosse una stazione di sosta per fare riposare i cavalli che trainavano le carrozze postali in direzione Pisa. Una costruzione di pregio che la Soprintendenza ai beni culturali e architettonici ha deciso di sottoporre a vincolo. Verso la metà degli anni' 90, infatti, la famiglia Angelini - una delle quattro che vi abita - decise di apportare alcune modifiche, ma venne subito bloccata. La casa non si poteva toccare a causa del vincolo. Ma, tra qualche anno, accanto al casolare sfrecceranno le auto lungo la tratta Rosignano-Civitavecchia. Le 4 famiglie che vi abitano promettono battaglia, e a questo punto, chiedono anche un bel risarcimento. «Vivo in questa casa da 20 anni - racconta Caterina Mastrocinque - lavoro come operatrice ecologica e dopo tanti sforzi sono riuscita ad ottenere il mutuo per migliorare l'abitazione. Ho fatto tutti questi sacrifici per una casa che non vale più niente. Già adesso, il rumore della Variante è insopportabile, e d'estate con le finestre aperte non riusciamo a sentire la tv, per parlarci in famiglia dobbiamo urlare. Figuriamoci con l'autostrada». Tanto più che la variante è stata costruità "in trincea", mentre la Tirrenica sarà più alta. La scarsa valutazione dell'inquinamento acustico era anche una delle oltre 100 prescrizioni del Cipe. La signora Teresa Tufilli è al suo secondo esproprio. «Negli anni' 80, con la realizzazione della Variante, mi tolsero la terra, poi alzando la voce riuscimmo a contenere il danno. In quella zona ho 250 ulivi, i pozzi e una rimessa agricola». A questo punto, gli inquilini del casolare sono convinti che se la casa ha veramente un valore storico e artistico, debbano essere risarcite. «La famiglia Angelini - scrive la signora Chiara - tradizionalmente rispettosa della legge, chiede alla Sat e alla Regione, un modesto risarcimento di 100mila eruo», e così faranno anche i vicini. Intanto Enrico Grandi, presidente del comitato "Tirrenica a basso impatto" ieri è stato in Regione per cercare di capire quale sarà la posizione di Firenze alla conferenza dei servizi del 5 ottobre. «Ho parlato con un funzionario - dice Grandi, che abita vicino a questo immobile - sembra che la Regione tenga molto alla strada anche perché porta prestigio. Ma, chiederanno a Sat il rispetto delle prescrizioni del Cipe e il contestuale inizio dei lavori sul versante di Civitavecchia. Mi sembra che a livello politico, anche all'interno dello stesso Pd ci siano diverse discordanze».
TOSCANA - La casa è vincolata 4 famiglie chiedono maxi-risarcimento
La Soprintendenza ai beni culturali e architettonici ha deciso di sottoporre il casolare storico di Vada a vincolo. La famiglia Angelini, che lo abita, ha chiesto un risarcimento di 100mila euro per le modifiche che hanno dovuto fare per rispettare il vincolo. Le 4 famiglie che abitano il casolare promettono di battaglia e chiedono anche un risarcimento. La Variante, che passerà accanto al casolare, è stata costruita "in trincea" e sarà più alta della Tirrenica. La scarsa valutazione dell'inquinamento acustico è stata anche una delle oltre 100 prescrizioni del Cipe.
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