Il parere dell'esperto: Apparizione e via Mondolfi in tilt, Variante già sovraccarica I terreni in mano pubblica? E' un argomento convincente a metà: meglio cederli per avere aree più adatte LIVORNO. Il nuovo ospedale a Montenero fra Pascoli e Villa Serena, come raggiungerlo? Sta in mezzo a strozzature difficili da eliminare. A nord, verso la città: 1) il sottopassaggio della ferrovia all'Apparizione; 2) via Mondolfi, già in overdose da traffico per la babele dell'incrocio di via del Mare, è in alcuni tratti larga meno d'una viuzza di quartiere. A sud, verso il Romito: dietro la chiesa di Banditella l'Aurelia fa una curva secca stretta al ponte sulla ferrovia poco prima di Antignano. Mauro Parigi, architetto urbanista, i piani strutturali e le varianti Prg non li ha visti solo su dotti volumi e neppure ne ha discusso solo in ponderosi convegni: prima è stato prima assessore dell'urbanistica a Pisa, poi in Provincia ha avuto la responsabilità tecnica dell'assetto del territorio. «Sia chiaro, - avverte - non ho una posizione pregiudizialmente contraria: magari sarà l'uovo di Colombo. Ma bisogna metterla in campo come ipotesi da verficare, non come una scelta già impacchettata». E aggiunge: «Potrei domandarmi se non sia meglio razionalizzare e migliorare l'ospedale lì dov'è. Però quel che ora mi interessa è un'altra cosa: ben venga l'idea di spostare l'ospedale ma sottoponiamola alla valutazione ambientale strategica. Mica la invento io: anche la Regione sta recependo questa direttiva europea del 2001. Prevede che la scelta sia dimostrabile, venga comparata ad altre ipotesi possibili, sia sottoposta a pubblico confronto. Invece...». Nel frattempo, se è vero che sulla vecchia Aurelia da Barriera Roma a Antignano gli ingorghi raddoppieranno, non c'è forse la Variante Aurelia a salvarci? «Qualunque livornese sa che questa superstrada è già a un passo dalla saturazione: deve assorbire il traffico generato dal polo artigianale al Picchianti e da quello commerciale alla Porta a Terra, dovrà fare i conti con il flusso di veicoli da e per il Nuovo Centro, e ora ci mettiamo anche il nuovo ospedale». Tradotto: non chiediamogli poi di fare l'arteria di scorrimento, è inevitabile che si trasformi in una strada urbana un po' com'è la vecchia Aurelia attuale. «A quel punto verrebbe da chiedersi a che servirebbe fare il tunnel fino a Chioma», segnala Parigi. L'argomento-clou della localizzazione a Montenero è uno: lì i terreni sono pubblici, dunque niente costi aggiuntivi. «Basterebbe vendere quei terreni e acquisirne altri idonei. E venderli già quantificando preliminarmente dove, quanto e come si può costruire». Controrisposta del fronte filo-spostamento: il nuovo ospedale a Montenero avrà un impatto soft perché una parte delle strutture, quelle più tipo poliambulatorio, resteranno in viale Alfieri. Parigi mette giù un dubbio: «Cecina ha un ospedale dimensionato per 50mila abitanti e fino alle 17 è un formicaio di persone per l'andirivieni di malati, familiari, medici, impiegati. Cosa sarà Livorno?». Poi rincara: «Traffico a parte, un ospedale porta con sé anche tante attività collaterali: dai bar alle pompe funebri. Dove li metteranno?». Difficile risolvere il rebus, se pensiamo che adesso Montenero ha solo una strada d'accesso (l'altra, viale Giovanni XXIII, serve solo a raggiungere il piazzale dei pullman): un'altra non la prevede neanche il piano regolatore del '99 che ha continuato a disseminarvi case, così come in passato le "C21". E' il divieto di sosta più lungo del mondo e aspettava una strada: ci metteranno un ospedale.