«Sono un po' cattivo, ma così riesco a far funzionare le cose...». Un po' si vantaun po' si giustifica per certe sue turbolenze caratteriali il vulcanico Luzzetti che - riguardo alla Maremma - non nasconde certo la sua visione sognatrice e pragmatica allo stesso tempo. Terra straordinaria e potenzialmente ricchissima, eppure pigra e da risvegliare, è la Maremma; o per meglio dire terra da "scuotere" e da sculacciare, come si fa con un figlio disubbidiente. A questa Maremma, nonostante sia distante da troppi anni (prima ha fatto fortuna a Milano e poi a Firenze), Luzzetti è legato da un amore profondo. «Sono nato a Giuncarico, e ogni giorno, ovunque mi trovi, mi porto sempre dentro la passione per questa terra». E per questo si sente di criticare quel che non va: «Quel lungomare di Marina, per esempio, è osceno. Quando ero piccolo avevo una casetta davanti al mare, era bellissimo». Vedevi il blu dell'acqua, la sensazione di infinito e «ora ci vedi solo il cemento, le grandi muraglie.. Ma vogliono farla diventare una di quelle città romagnole, Marina?». E giù picconate a Castiglione con certe «case a schiera, tutte colorate come fanno in Irlanda: un orrore che deturpa il paesaggio...». Contro il disastro inflitto dal cemento, un'idea del vulcanico Luzzetti è quella di recuperare e promuovere, anche in cartaceo, la tradizione maremmana più autentica e "sana" di una volta. Le sagre e le feste paesane potrebbero essere inserite nel circuito di promozione della prossima mostra. Ecco che l'esposizione del 2010 - "La tradizione classica dall'antico al moderno" - sarà dunque accompagnata da una guida sulle sagre da maggio a ottobre. «Itinerari alla scoperta delle feste popolari». (el. gi)