Giallorossi Stadio della Roma, è bufera tra il Campidoglio e i Beni Culturali. Il ministro Sandro Bondi ha preso posizione: «stupore per un progetto del quale non so nulla», ha detto. Il sindaco ha replicato: «Inaccettabili i no pregiudiziali di alcuni esponenti politici». Riunione, ieri, al tavolo interistituzionale al Mibac: «Sul terreno della Roma ci sono due vincoli, uno paesaggistico e uno archeologico», dice Francesco Giro. Stadio Sensi, scontro al ministero Bondi gela Alemanno: non ne so nulla Il sindaco: sono inaccettabili i «no» pregiudiziali di esponenti politici Il sottosegretario Giro: ma su quell'area c'è un vincolo paesaggistico Una giornata tesa, convulsa, sul filo della polemica. Sullo stadio della Roma, lo scontro istituzionale resta alto. Ed emerge una novità: sul terreno di Sergio Scarpellini, dato al club giallorosso, c'è un vincolo paesaggistico inserito in un Ptp e uno archeologico. Ministero e Comune, ieri, hanno battibeccato. Dopo le critiche di Francesco Giro, ieri è arrivata una nota del Mibac: «Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi ha manifestato in una telefonata al sottosegretario Giro tutto il suo stupore riguardo alla diffusione di un progetto di un nuovo stadio della Roma presentato in conferenza stampa, ma che è ancora sconosciuto sia al ministro che al ministero, autorità preposta alla tutela del paesaggio ». Alemanno, altrettanto duramente, ha replicato: «Leggo che ci sono tremila problemi, tra vincoli e investimenti. Ricordo che l'idea è sancita nel mio programma elettorale. È inaccettabile che si alzi questo o quell'esponente politico per dire pregiudizialmente no». Un chiaro messaggio ai «colleghi » del Pdl: con Bondi e Giro, già in altre circostanze, ci sono stati degli scontri. Anche Unicredit, banca creditrice della Roma che ha un rappresentante nel Cda giallorosso, si è fatta sentire: «Il progetto? L'abbiamo visto solo su Youtube... Non ne sappiamo nulla», ha detto Paolo Fiorentino, vice ammini-stratore delegato. Altra presa di posizione, quella di Nicola Zingaretti, per il momento «estromesso » dalla vicenda: «Sono a favore dello stadio, ma questo caos si poteva evitare. Dobbiamo pensare a progetti realizzabili, dentro le regole. Sono presidente di un'istituzione e quando saremo messi nelle condizioni di capire diremo la nostra, per ora c'è un modo di procedere che rischia di creare ritardi, confusione e molte chiacchiere ». Così, come era prevedibile, la riunione al tavolo interistituzionale del ministero ha avuto toni piuttosto accesi. Giro, a Comune e Regione, ha chiesto se avessero in mano delle carte del progetto complessivo: non solo dello stadio, ma anche delle opere di urbanizzazione e delle zone commerciali. Marco Corsini ed Esterino Montino, responsabili dell'Urbanistica delle due istituzioni, hanno risposto di no. E il sottosegretario si è scaldato: «Di cosa stiamo parlando, allora? Di niente, il nulla... Quando ci sarà un progetto, lo valuteremo». Comune e Regione si sono limitati a dire «che la presentazione è stato solo l'inizio di un iter, che sarà discusso insieme al ministero». Due assessori regionali, Luigi Nieri e Filiberto Zaratti, in una nota, sono andati oltre: «Se si vuole avanzare una proposta utile per dare uno stadio ai tifosi di Roma e Lazio lo si faccia rispettando il piano regolatore ». Nella riunione, è emersa una novità: «Sul terreno - dice Giro - c'è un vincolo di natura paesaggistica, inserito all'interno di un Ptp. Poi vedremo se finirà anche dentro il Ptpr ancora da approvare in Regione: lì è classificata come area agricola, non edificabile. E c'è anche un vincolo archeologico, ex legge Galasso». Per Scarpellini, proprietario dei 130 ettari che parla di «regalo fatto alla Roma», sull'area «non ci sono vincoli». Ad una radio, l'imprenditore ha spiegato: «Era giusto aiutare i Sensi. Fatevi portavoce di un affiancamento alla famiglia, magari col gruppo Caltagirone». E il terreno? «Abbiamo firmato un normale contratto di compravendita». Con Italpetroli o con la Roma? Non è un dettaglio irrilevante visto che è la controllante ad essere indebitata con le banche. Sui vincoli, il ministero approfondirà ancora: tutta la zona a nord-ovest è sottoposta a tutela. Il Comune è alla finestra: «Se ci sono vincoli insuperabili - dice Marco Corsini - lo stadio non si farà». Ernesto Menicucci