Archeologia Riapre per due giorni, la «villa augustea » di Somma Vesuviana. Sabato pomeriggio e domenica, gli archeologi dell'Università di Tokyo, che dirigono il cantiere dal 2002, accoglieranno i visitatori per tour guidati gratuiti. Straordinario l'assortimento di tesori finora rinvenuti: ampi saloni, colonnati, arcate monumentali, pavimenti lastricati e a mosaico, absidi affrescate con Nereidi e Tritoni e tendaggi multicolori, e poi statue in marmo africano, tra cui un Bacco che regge un cucciolo di pantera, ora custodito al Museo archeologico di Nola. Sono i fondi (pubblici) stanziati da Tokyo a coprire tutte le spese per l'operazione, compreso l'acquisto dei terreni e l'allestimento di una missione archeologica a Somma. Da poche settimane anche la Regione si è mossa, stanziando 80 mila euro per la costruzione di due passerelle panoramiche. Intanto, però, gli archeologi sono arrivati al limite del terreno di loro proprietà: per ora, l'invaso degli scavi occupa duemila metri quadri, ma per gli esperti del Suor Orsola Benincasa, che collabora coi giapponesi, l'insediamento ancora sepolto potrebbe estendersi per 18 mila metri. «Le pitture non si possono restaurare se non si sconfina nei terreni vicini», dice Pasquale De Simone, del Suor Orsola. Il Comune potrebbe acquisirli. Una nota suggestione vuole che questo sia il luogo dove è morto l'imperatore Augusto. Tacito ne colloca la scomparsa «nei pressi di Nola». In realtà gli indizi finora raccolti sono controversi: alcuni fabbricati sembrano del II secolo d.C. o anche più recenti, ma le statue potrebbero risalire, appunto, all'età augustea. «Ancora non abbiamo capito», dice Satoshi Matsuyama, direttore tecnico del cantiere, «che ci facesse una dimora così fastosa in una zona relativamente isolata come questa ». Nata come sfarzosa residenza, poi luogo di culto, la villa fu degradata a deposito agricolo prima che nel V secolo il Vesuvio vi stendesse il suo velo. Vi convivono statue di divinità pagane e monogrammi cristiani. L'area è a pochi passi dalla stazione della Circumvesuviana di Mercatovecchio. Luigi Mosca