Tesori di Puglia Si devono atraversare i vicoli storici della città di Taranto intrisi di storia e di storie di vita, di abitudini inscritte sui muri, sulle edicole votive, sulla pavimentazione che ha sorretto il peso di secoli di calpestio, per giungere in via Duomo la strada che collega piazza Castello alla cattedrale. A circa metà percorso il settecentesco palazzo Galeota nasconde una sorpresa: al primo piano si entra in un 'non-tempo', un luogo in cui gli oggetti fanno bella mostra di sé, non solo in quanto oggetti ma in quanto testimonianza di una cultura che rappresenta il territorio e la sua gente. È il Museo etnografico «Alfredo Majorano», nato dalla ricca collezione di oggetti e di fotografie che Alfredo Majorano ha donato alla città di Taranto. Centinaia di pezzi che parlano della sua terra, della gente che l'ha popolata, vissuta e animata e alla quale ha dato significato. Come accadde allo stesso Majorano, che proprio qui vicino visse gli anni della sua infanzia, affidato ad una modesta famiglia dalla madre e dal padre che non lo potevano riconoscere; quando all'età di dodici anni finalmente attraversò il ponte girevole per andare a vivere nella sua famiglia, gli restò forse una nostalgia della vita autentica dei vicoli dell'Isola dalla quale nacque la sua passione per le testimonianze materiali della cultura popolare. Al di là della divisione tematica frutto di esigenze espositive, è piacevole inoltrarsi nelle sale che compongono il museo; sale fisicamente e simbolicamente correlate che paiono inseguirsi una con l'altra nel percorso circolare che la struttura architettonica impone. Si ha l'impressione di trovarsi di fronte al dipanarsi di una vita che mette in mostra le sue più belle espressioni: la vita di un popolo nel suo lavoro, nelle sue tradizioni, nella sua religiosità, nei suoi simboli, nelle sue magie: la produzione delle ceramiche, l'attività agricola e quella marinara, come anche la vita familiare, i giochi dei bambini, i dolci legati alle feste religiose, i riti legati ai cicli naturali, alla presenza della pioggia, o della siccità, il tarantolismo come espressione di un legame con il non dicibile che invade e che assume significato e dimensione nelle formule popolari messe in atto per arginarne le manifestazioni. Il museo è anche l'abbigliamento e gli ornamenti che servono come corollario per suggellare un avvenimento, un sentimento, un'emozione. Di fronte all'imponderabile, la richiesta di senso e quindi il rivolgersi al sacro che poi si traduce in profano e dunque gli ex voto, gli abiti di devozione. Luogo suggestivo dove il 'materiale' e l"immateriale' si intersecano e si supportano vicendevolmente. Tutto questo non è che un assaggio di ciò che, immergendoci nel tessuto raccontato in una sorta di storia non-storia, ci viene incontro, pretendendo da noi una sosta breve ma attenta e sollecitando un legame con quello che in fondo rappresenta il racconto della vita di tutti noi. Soprintendenza per i Beni storici artistici ed etnoantropologici
PUGLIA - Majorano, museo della vita. Rinasce a Taranto una commovente collezione etnoantropologica
Il Museo etnografico Alfredo Majorano di Taranto è un luogo che racconta la storia e la cultura della città attraverso centinaia di oggetti e fotografie. Il museo è nato dalla collezione di Alfredo Majorano, che ha donato oggetti e immagini che parlano della sua terra e della sua gente. Il museo è strutturato in sale che compongono un percorso circolare, che sembra inseguirsi a vicenda. Ogni sale rappresenta una parte della vita di un popolo, come il lavoro, le tradizioni, la religiosità e le tradizioni popolari. Il museo è anche un luogo dove si trovano gli abiti e gli ornamenti che servono come corollario per suggellare un avvenimento o un sentimento.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo