Il caso Approvazione in commissione senza rispettare la proroga di 2 mesi Architetti e ingegneri: «Servono approfondimenti» E' stato approvato ieri, con i sei voti della maggioranza della apposita Commissione comunale, il decreto regionale sul piano casa, ma è già polemica. Il capogruppo dell'opposizione a Palazzo Carafa Antonio Rotundo ha parlato di «un atto di forza », in quanto proprio ieri era stata concessa una proroga di due mesi ai Comuni da parte dell'assessore all'assetto territoriale Angela Barbanente. «Utilizzando questi altri 60 giorni- ha detto Rotundo- e non essendoci più l'urgenza della scadenza del 3 ottobre, si sarebbe potuto esaminare con più calma ogni singolo provvedimento e soprattutto condividerlo con gli ordini competenti, architetti e ingegneri e le comunità interessate. Come sempre si sceglie la via delle decisioni non partecipate, rispetto a quella di un confronto ampio, allargato ala collettività. Noi abbiamo chiesto di avviare una partecipazione al di fuori delle pareti di palazzo Carafa che coinvolgesse anche le associazioni interessate, come quelle degli inquilini. Ora nel consiglio comunale di giovedì riformuleremo la nostra proposta». Una decisione, quindi, che secondo il presidente della commissione Fausto Giancane è stata presa in virtù del fatto che «comunque esisteva una scadenza da rispettare prima del prossimo consiglio comunale e che la proposta dell'assessore regionale Barbanente deve comunque passare dal consiglio regionale. Se verrà accordata la proroga sarà utilizzata, per ulteriori approfondimenti » . Per il presidente dell'ordine degli ingeneri Daniele De Fabrizio «sul piano amministrativo è corretto che il Comune abbia comunque proceduto, nell'attesa della proroga, che la Barbanente si era impegnata ad accordare già, dietro nostra proposta nel corso del convegno dello scorso settembre,organizzato a Lecce. La proroga è comunque necessaria in quanto il decreto è stato emanato a luglio e quindi con il periodo estivo di mezzo non era possibile, per i Comuni, avere il tempo necessario per documentarsi, per elaborare modifiche e proposte per migliorare l'atto». Si tratta dunque di un decreto molto articolato per il quale, secondo De Fabrizio, ci sono alcune aree escluse dai benefici previsti, «in maniera ingiustificata ». «Sono stati esclusi centri storici, parchi, aree sottoposte a vincolo paesaggistico - continua il presidente dell'ordine degli ingegneri - Si chiede, peraltro, agli stessi comuni di elaborare un regolamento di durata biennale. Sarebbe invece opportuno che fosse la Regione ad emanarlo all'interno del Piano Urbanistico Paesaggistico della Puglia ». Anche per l'ampliamento del 20 delle abitazioni private De Fabrizio solleva non poche osservazioni tecniche e perplessità circa le reali opportunità che ne scaturirebbero per proprietari di case piccole. Di analogo parere è il presidente Enrico Ampolo dell'Ordine degli architetti. «Credo che non aver atteso la proroga sia relativo. Non conosco l'articolato del Comune, ma è solo un adempimento burocratico. Piuttosto, posso dire che si tratta di un piano casa che non riguarda, così come dovrebbe essere, l'edilizia popolare. L'ampliamento delle case aumenta sicuramente il confort abitativo, ma lascia il tempo che trova. Piuttosto è più interessante sfruttare gli aspetti della demolizione e ricostruzione, in quanto si può rivalutare l'esistente e riconvertirlo secondo principi di ecosostenibilità. Non credo neanche che ci siano grandi attese da parte dei professionisti, ma a questo punto spero che venga sfruttata al meglio anche questa proroga per apportare modifiche migliorative » . Antonella Lippo
LECCE Piano casa, sì del Comune. Ma le associazioni insorgono
Il decreto regionale sul piano casa è stato approvato dalla Commissione comunale con 6 voti della maggioranza. Il capogruppo dell'opposizione ha criticato l'approvazione, affermando che il decreto è stato approvato senza rispettare la proroga di 2 mesi concessa dai funzionari regionali. Il presidente della Commissione comunale ha spiegato che la proroga non era più necessaria poiché la scadenza del 3 ottobre era già stata fissata. I professionisti dell'ordine degli architetti e degli ingegneri hanno espresso le loro preoccupazioni sul piano, affermando che alcuni aspetti sono stati esclusi dai benefici previsti e che la proroga è necessaria per un approfondimento più ampio.
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