MEETING Di settimana in settimana, il cammino dei festival settembrini scopre le risorse, e i limiti, della «terza Italia». Da Venezia, Mantova fino a Modena, senza contare Pordenone, sono giunte testimonianze sulla capacità di fare distretto culturale organizzando eventi culturali che valorizzano i rispettivi territori. Anche a Piacenza, che da giovedì 24 fino a domenica 27 settembre ospiterà la seconda edizione del festival del diritto diretto da Stefano Rodotà dedicato al tema «pubblicoprivato», si discute sulle risorse di questa politica culturale. Nell'ultimo week end la sala del consiglio provinciale piacentina ha infatti ospitato un seminario con i vertici locali dal titolo programmatico «Marketing e branding territoriale». In un momento in cui la concorrenza tra le città e i territori è intensa, mentre le risorse si riducono, questo nuovo tipo di marketing viene considerato con particolare attenzione dagli amministratori. Come molte altre zone nel centro del paese, anche a Piacenza buona parte del bilancio comunale copre il welfare e non lascia molte possibilità per finanziare nuovo sviluppo. Sebbene la provincia abbia visto negli ultimi anni l'insediamento di nuove imprese, e un incremento del flusso turistico, non basta più valorizzare le risorse esistenti (la sede distaccata dell'università Cattolica e il Politecnico). L'interesse sta nello sviluppare una strategia di marketing che non resti una trovata pubblicitaria, ma coinvolga l'intera comunità, elabori quello che gli specialisti definiscono place branding e attragga nuovi investitori. Il festival del diritto risponde a questa necessità. Tra gli amministratori c'è chi lo definisce esemplare di una capacità di «fare sistema» che a Piacenza sembra ancora mancare. Collocata in una zona di confine tra Emilia e Lombardia, al centro di una rete che va da Lodi a Parma, Piacenza si candida a ricoprire un ruolo nell'indotto dell'Expo 2015. Ideato dalla casa editrice Laterza in collaborazione con il gruppo «Sole24ore» e promosso dalla Regione Emilia Romagna, dal Comune di Piacenza, dall'Università Cattolica e dal Politecnico di Miliano, il festival del diritto ha attratto quest'anno tredici finanziatori tra partner, sponsor e sostenitori, senza costi aggiuntivi per le casse del Comune. Fin'ora, la necessità di ampliare questo modello sembra avere avuto una ricaduta sulla riorganizzazione della formazione, e dei saperi, nell'università locale. Per questo motivo, da otto anni, Piacenza ospita un master in marketing territoriale che ha formato 200 operatori. Dal fitto calendario delle iniziative, consultabile online www.festivaldiritto.it, si segnalano le discussioni sul diritto d'autore nell'era di Internet (venerdì 25, ore 11, palazzo Galli) e sulla «parola delle donne tra pubblico e privato» (domenica alle 15 all'auditorium Sant'Ilario). Si parlerà inoltre di lavoro e di solidarietà, di tutela del paesaggio e di beni culturali. Sono previsti gli interventi, tra gli altri, di Giuliano Amato, Luigi Spaventa, Guido Rossi, Eligio Resta, Guido Alpa, Marcello De Cecco, Guido Calabresi e Carlo Galli.
Il festival del diritto di Piacenza tra pubblico e privato
Il festival del diritto a Piacenza, organizzato dal Comune, dalla Regione Emilia Romagna, dall'Università Cattolica e dal Politecnico, ha attirato 13 finanziatori senza costi aggiuntivi per le casse del Comune. Il festival risponde alla necessità di sviluppare una strategia di marketing che coinvolga l'intera comunità e attragga nuovi investitori. Il festival ha un fitto calendario di iniziative, tra cui discussioni sul diritto d'autore nell'era di Internet e sulla parola delle donne tra pubblico e privato. L'evento è considerato esemplare di una capacità di fare sistema che a Piacenza sembra ancora mancare. Il festival è stato promosso anche come parte della rete dell'Expo 2015.
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