Le piste ciclabili sotto i portici? Si può fare, certo, tutto è possibile. «Ma poi ci si scordi che i portici possano diventare patrimonio dell'Unesco: le due cose non sono affatto compatibili». Alle prese proprio in questi giorni con il passaggio del Civis a ridosso dei portici delle strade storiche e con i dettagli tecnici da adottare per tutelare il centro medievale, la dirigente regionale dei Beni culturali, Carla Di Francesco, mette i puntini sulle «i». E dice senza mezzi termini la sua (all'amministrazione) su una questione che era stata presa a cuore dall'ex sindaco Cofferati e sta tornando d'attualità dopo molti anni di tira e molla. Qualche giorno fa il consigliere comunale del Pdl, Ilaria Giorgetti, è andata direttamente a Roma, ha bussato alla porta del ministero dei Beni culturali e ha presentato il suo progetto di riqualificazione del centro medievale e di promozione dei portici a patrimonio dell'umanità. Non è escluso che ad accoglierla sia stato il ministro Sandro Bondi in persona. «Sono stata al ministero spiega Giorgetti e ho parlato di questo patrimonio unico che abbiamo a Bologna: devo mandare al più presto tutta la documentazione e spero che poi qualcuno del ministero venga direttamente a verificare la situazione ». E a rendersi conto, a detta della consigliera del Pdl, che ci sono due cose che proprio non possono funzionare: «Il Civis e le bici sotto i portici». Perché «il patrimonio storico di Bologna è nazionale e come tale il ministero dei Beni culturali ne condivide la volontà di recupero: i nostri portici per cui la l'amministrazione ha chiesto il riconoscimento dell'Unesco non possono essere vittima di una mobilità che con le vibrazioni e il rumore impediscano l'uso e la vera riqualificazione». Per ora dal ministero non si sbilanciano. Ma l'attenzione a Bologna e al suo patrimonio c'è eccome. L'Unesco sarebbe un passo e da Roma non fanno fatica ad ammetterlo: «La realtà di Bologna meriterebbe senz'altro, ma qualunque valutazione spetta all'Unesco, anche quella relativa alle piste ciclabili sotto i portici », dicono dal ministero. In ogni caso, fanno sapere dai Beni culturali «il piano di gestione per la tutela e la valorizzazione del bene, necessario per la candidatura all'Unesco, deve essere fatto concordemente con il ministero dei Beni culturali». Che la sua la dice già attraverso la dirigente regionale. «Il percorso per arrivare all'Unesco è lunghissimo e difficile, oltre che molto selettivo: gli ispettori se accettano la domanda arrivano a fare moltissime verifiche». E in quest'ottica «le piste ciclabili sotto il portico continua la Di Francesco non le vedo proprio, piuttosto per le biciclette si pedonalizzi tutto il centro». Che sarebbe il modo migliore per tutelarlo. Intanto la Soprintendenza ci prova con le prescrizioni sul Civis da cui non saranno immuni nemmeno via Ugo Bassi e via Rizzoli: «Lì dice i dettagli da analizzare sono ancora troppi: il progetto esecutivo non c'è e abbiamo bisogno dei disegni ». Sulle due strade intanto torna all'attacco la Lega Nord: «La guida ottica dice il segretario provinciale Manes Bernardini non potrà essere messa in funzione mancando i requisiti di conformità con il codice della strada: serve una mappa del tracciato con le sue modalità di utilizzo». Ma il Pd non sente ragioni: «L'opera migliorerà anche gli affari dei commercianti: l'accordo con la Soprintendenza va proprio in questa direzione».
BOLOGNA - Piste ciclabili sotto i portici? Poi scordiamoci l'Unesco
La dirigente regionale dei Beni culturali Carla Di Francesco ha espresso la sua opposizione alle piste ciclabili sotto i portici storici di Bologna, considerandole incompatibili con il patrimonio culturale del centro medievale. Il progetto di riqualificazione del centro e promozione dei portici come patrimonio dell'umanità è stato presentato dal consigliere comunale del Pdl, Ilaria Giorgetti, al ministero dei Beni culturali. Il ministero non ha ancora risposto, ma afferma che la realtà di Bologna meriterebbe di essere valutata dall'Unesco. La Soprintendenza ha richiesto dettagli sul progetto esecutivo e sui disegni per la gestione del Civis.
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