«Il Louvre? il museo peggiore del mondo, dove si può mangiare, comprare libri, passeggiare, amoreggiare, correre: mai guardare un quadro» parola di Pietro Citati, narratore, saggista, critico letterario, vincitore del Premio Strega e parecchie altre cose. A ripondergli ci pensa un altro blasonatissimo professore: Umberto Eco, semiologo filosofo anche lui saggista, narratore e molte altre cose. «Non sono mai d'accordo con Citati - afferma Eco - e lui non è mai d'accordo con me». L'autore di «Il nome della rosa» sarà invitato d'onore nel museo parigino per una programmazione che combina arte, storia, musica, teatro, letteratura, incontri dal titolo: «La vertigine della lista». Una grande iniziativa che si estenderà da novembre a dicembre. Ma aldilà delle punzecchiature tra un professore corteggiatissimo dal museo più famoso del mondo purtroppo dobbiamo riconoscerlo anche noi italiani e uno che preferisce l'Italia, la polemica c'è e reale tra due visioni della cultura. Una, quella di Citati, più silenziosa e accademica e l'altra, quella eclettica di Eco: «I musei italiani ci hanno messo molto tempo ad accettare l'idea che al loro interno ci fosse un bar, che ci possa essere una libreria: sono cose fondamentali per un museo». E a dicembre al Louvre aprirà anche un McDonald's. Non si vive di sola cultura.