Inaugurando le nuove sale di Brera che espongono le collezioni di arte contemporanea, a conclusione della Settimana dei Beni Culturali, il ministro Urbani ha dichiarato che la piantina della Pinacoteca in distribuzione sarebbe stata presto superata. Vi sarà un ampliamento notevole, ha lasciato intendere. È immediatamente seguita la proposta del sindaco Albertini di «creare un grande polo museale a Brera, spostando l'Accademia alla Bovisa». Forse il sindaco è più informato di altri; forse vi sono alla Bovisa terreni o fabbricati che il Comune intende cedere allo Stato per l'Accademia. Se il sindaco interviene, vuol dire che il Comune è in grado di operare concretamente. Intanto, però, la notizia che l'Accademia lascerebbe il quartiere cui è storicamente legata ha suscitato qualche perplessità. In realtà l'espansione futura di Brera, intendendo per «Brera» tutto il complesso di istituzioni che vi operano, richiede innanzi tutto una decisione sul futuro di Palazzo Citterio e un intervento di recupero di un eccezionale monumento medievale, come è l'immensa chiesa gotica, che pochi conoscono, e che è invece maestosa e importante, Santa Maria di Brera. Ho ripreso in mano un vecchio numero del foglio di notizie che veniva distribuito gratuitamente ai visitatori della Pinacoteca. Era del 1981! Un disegno dell'architetto Silvana Garuffi dimostrava chiaramente le connessioni tra la grande chiesa degli Umiliati e i percorsi della Pinacoteca, mentre un articolo di Simonetta Coppa indicava brevemente l'interesse del monumento, il quale, anche se nell'800 perse la facciata di Agostino di Balduccio, i cui pezzi sono oggi al Castello, conserva tuttora gli affreschi dovuti a Giusto dei Menabuoi e ad altri maestri del '300, nonché i superbi capitelli scolpiti dai Maestri Campionesi. A quel tempo gli studi di Vittorio Gregotti, Gino Valle e Ludovico Belgioioso avevano già steso un piano di fattibilità della Pinacoteca che comprendeva anche la chiesa. Il programma non fu realizzato per via dei malumori interni dell'Accademia, che avevano fatto fallire il progetto di consegnare alla stessa Accademia il ristrutturato Palazzo Citterio, in cambio della chiesa e di poche altre zone, in vista di un risanamento del complesso braiden-se, che si trova tuttora in stato a dir poco vergognoso. Oggi la proposta è attuabile e si apre la possibilità di progettare, in condizioni del tutto nuove, la Grande Brera che era stata sognata dai suoi direttori, da Ettore Modigliani a Franco Russoli. Si sono persi più di 20 anni, ma non è mai tardi per cominciare e ripensare Milano partendo dalla Scala e da Brera.
Una nuova Grande Brera e il destino dell'Accademia
Il ministro Urbani ha dichiarato che la piantina della Pinacoteca in distribuzione sarebbe presto superata. Vi sarà un ampliamento notevole. Il sindaco Albertini ha proposto di creare un grande polo museale a Brera, spostando l'Accademia alla Bovisa. La notizia ha suscitato perplessità. L'espansione di Brera richiede una decisione sul futuro di Palazzo Citterio e un intervento di recupero di Santa Maria di Brera, una chiesa gotica importante. Un piano di fattibilità della Pinacoteca, che comprendeva anche la chiesa, fu proposto negli anni '80, ma fallì a causa di malumori interni dell'Accademia.
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