Migliorini fa il bilancio della stagione: 16 eventi in 14 giorni, grandi nomi, collaborazioni vip La cornice suggestiva del teatro romano, le tematiche originali del festival volterrano e la produzione "Capitan Ulisse" sono diventate palcoscenico anche per studi universitari. Tesi innovative, discusse in ambito storico-artistico, che hanno ottenuto il massimo dei voti. 110 e lode che rendono orgoglioso Simone Migliorini, deus ex machina del Festival Internazionale del Teatro Romano. «E' per noi un'importante conferma sapere che ci sono persone impegnate ad approfondire la kermesse». E non sono un caso neppure i due stage attivati durante la settima edizione. «Uno sulla maschera antica, diretto da Adriano Jurrisevich e l'altro di Danza con gli insegnanti della scuola di Danza dell'Opera di Parigi». Migliorini, calato il sipario e spente le luci del palco, qual'è il suo bilancio? «Ci riteniamo soddisfatti per essere riusciti a programmare sedici eventi in nemmeno quattordici giorni di palinsesto. Per avercela fatta ad ospitare big come Leo Gullotta, Giuliana Lojodice, Alessandro Gassman che, fra l'altro, sono in lista per i premi olimpici e Raffaele Paganini, che ha scatenato la platea con oltre 15 minuti di applausi, un bis e 10 chiamate in scena. Senza contare l'istituzione del Premio Unesco-Ombra della Sera e la presentazione della ristampa del volume gastronomico di Jarro». Un evento di qualità che ha coinvolto anche altre realtà del territorio. «Per la prima volta nella storia del festival abbiamo avuto ben 5 collaborazioni importanti con altre associazioni locali come VolterraJazz, Pro Volterra e Volterradanza, Accademia Italiana della Cucina e Progetto Città che hanno trasformato la rassegna in una sorta di poliedrico contenitore volterrano di cultura». E ha realizzato un progetto di recupero gradinate nel sito archeologioco. «Il piano, in attesa di finanziamento, prevede una ristrutturazione della cavea per un totale di 3.500 posti». Dai personaggi di spicco del panorama mondiale alla realtà degli incassi. Cosa dicono i numeri di questo passaggio dalla cultura alla pratica? «Il rapporto degli incassi sulla base dell'investimento pubblico è stato del 45, cifra considerevole se si pensa che eventi molto più importanti non riescono a sfiorare neppure il 35. In altre parole, significa che il Festival ha restituito alla città la metà di quanto è stato speso». E infine, la produzione interna del festival, il "Capitan "Ulisse" che richiamo di pubblico ha avuto? «Anche in questo caso i dati parlano chiaro. Lo spettacolo è già stato venduto in 15 teatri antichi di tutta Italia».
VOLTERRA. Il Festival teatro romano diventa tesi da 110 e lode
Il Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra ha avuto un successo notevole nella stagione appena conclusa. In 14 giorni, sono stati programmati 16 eventi, tra cui grandi nomi come Leo Gullotta, Giuliana Lojodice e Alessandro Gassman. Il festival ha anche istituito il Premio Unesco-Ombra della Sera e ha presentato la ristampa di un volume gastronomico. Le collaborazioni con altre realtà locali hanno trasformato la rassegna in un contenitore di cultura volterrano. Il festival ha anche realizzato un progetto di recupero delle gradinate del teatro romano. I dati sugli incassi mostrano che il festival ha restituito alla città la metà di quanto è stato speso.
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