Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. Roma, 30 set (Velino) - Dovranno rispondere di corruzione e concussione i sei funzionari pubblici arrestati a Viterbo e Roma nel corso di una vasta operazione del Corpo forestale dello Stato, che ha portato alla perquisizione di diversi uffici pubblici e privati. In manette sono finiti un funzionario del Comune di Viterbo e un altro della Regione Lazio, accusati di aver rilasciato false autorizzazioni a due imprenditori viterbesi, anch'essi arrestati per corruzione; e due funzionari della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le province di Roma, Rieti e Viterbo, accusati di concussione. Secondo quanto emerso dalle indagini, il funzionario del Comune di Viterbo avrebbe fatto da intermediario tra gli imprenditori arrestati e il funzionario della Regione per il rilascio di dell'autorizzazione di messa in sicurezza di una cava abbandonata, ricevendo una somma di 10 mila euro che avrebbe poi girato nelle mani di quest'ultimo. Gli episodi di presunta concussione contestati ai due funzionari della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Roma, Rieti e Viterbo sono otto, per un importo che arrivava anche a 20 mila euro per ogni singola pratica, e sarebbero avvenuti nell'ufficio del funzionario viterbese. L'operazione ha visto impegnati 80 Forestali tra personale del Nucleo investigativo provinciale di polizia ambientale e forestale di Viterbo e agenti del comando provinciale di Roma e del nucleo investigativo centrale di polizia Ambientale e forestale dell'ispettorato generale del corpo forestale dello Stato. Le indagini sono iniziate circa un anno fa e sono state condotte con l'aiuto di intercettazioni telefoniche e ambientali e di registrazioni filmate. Tra l'altro, sono state condotte anche indagini bancarie che hanno contribuito ad accertare i passaggi di denaro.