In scala ridotta rispetto allAnfiteatro Flavio, ma grande almeno quanto il Pantheon, era realizzato interamente in legno, con tribune alte più di dieci metri Lanfiteatro, invisibile dallesterno del palazzo imperiale, che si estende per tre ettari, era ad uso privato. Destinato forse - come si legge su uniscrizione del 247 d. C. - al "procurator utriuseque portui", cioè al procuratore imperiale responsabile dei due bacini portuali di Claudio e di Traiano. Unaltra ipotesi è che fosse legato alla presenza di una caserma di vigili, una struttura quasi militare a difesa dellarea portuale. Gli scavi, iniziati tre anni fa, ne hanno riportato in luce solo le fondamenta, perché è probabile che lanfiteatro, con tribune per il pubblico alte almeno dieci metri e un monumentale colonnato per laccesso dei dignitari di corte, fosse realizzato interamente in legno. Ancora da stabilire se fosse destinato a ludi gladiatori, giochi di caccia o gare sportive. «Quasi sicuramente - aggiunge Keay - si tratta della stessa struttura individuata già nel 1868 da Rodolfo Lanciani», che però laveva identificata con un teatro poiché poteva vederne soltanto metà. Intorno al "piccolo Colosseo" stanze lussuose con pavimenti e pareti in marmo ma anche cisterne e ambienti di servizio, come una latrina. La campagna di scavi, finanziata per 26mila euro dalla Soprintendenza archeologica, per il resto dai partner internazionali (la British School at Rome e le università di Southampton e Cambridge), finirà il 9 ottobre. «Subito dopo - spiega Keay - vogliamo realizzare un sito web per la ricostruzione virtuale del porto». In futuro lobiettivo, aggiunge la sua assistente Roberta Cascino, è «progettare un piano di consolidamento per aprire larea alla visita».