URBANISTICA. Al convegno promosso dall'Inu l'amministrazione comunale illustra il progetto di riqualificazione delle ex caserme austriache di Veronetta Giacino: «Alla Passalacqua lavori non prima di quattro anni. La cinta muraria deve rinascere, il nostro modello è Lucca» «La riqualificazione della ex caserma Passalacqua sarà la miccia che svelerà la "grande sconosciuta", ovvero la cinta muraria che circonda il centro storico di Verona». A sostenerlo, nel corso del convegno «Il Piano al tempo della crisi» promosso dall'Istituto nazionale di urbanistica (Inu), è l'assessore all'Urbanistica Vito Giacino. Dopo l'illustrazione del progetto delle ex Cartiere, l'amministrazione comunale ha presentato quello relativo alla riqualificazione delle ex caserme Passalacqua e Santa Marta a Veronetta, che diventeranno un grande complesso diviso in tre zone, con residenziale (una parte destinato all'edilizia popolare), campus universitario, un grande parco con strutture sportive. Il tutto però delimitato dalle storiche mura che andranno riportate agli antichi splendori. Un progetto ambizioso, che non nasconde diverse complessità. Prima fra tutte l'operazione di bonifica dei residuati bellici. Giacino spiega infatti che la verifica della presenza di ordigni inesplosi nella zona è tra i rilievi necessari per la redazione della cosiddetta Via, ovvero la Valutazione di impatto ambientale, che dovrà poi essere approvata da vari enti tra cui la Provincia. Inoltre serviranno le autorizzazioni della Soprintendenza prima di poter proseguire con la fase di cantierizzazione che l'assessore è certo non arriverà prima di quattro anni. Poi ne serviranno altri cinque per completare tutti gli stralci di questa grande opera che, promette Giacino, «cambierà radicalmente il volto di una parte della città». L'assessore all'Urbanistica aggiunge infatti: «Si tratta di un progetto di riqualificazione che si estende su oltre 250 mila metri quadrati, vale a dire tre volte l'area delle ex cartiere con un parco pubblico che sarà grande cinque volte quello che sorgerà in Basso Acquar». L'assessore spiega che i progettisti intendono indire un concorso di idee per la realizzazione di tale parco e precisa: «È una riqualificazione che va portata avanti con grande attenzione alla qualità, non dobbiamo fare le cose di fretta, dobbiamo farle bene perché la zona aspira a diventare una attrazione turistica importante quanto il balcone di Giulietta o l'Arena». L'obiettivo dichiarato da Giacino è quello di riqualificare le mura della città, riportandole alla luce sullo stile di quanto fatto a Lucca, creando poi un «circolo virtuoso che inneschi un meccanismo a catena che vada a riqualificare tutta la cinta muraria nell'ambito del parco delle mura che, al momento, esiste solo sulla carta». E Giacino si augura anche che l'intervento alla Passalacqua dia il via alla creazione di una fondazione per la rinascita delle mura e per la loro cura e gestione. A occuparsi di questa delicata operazione di restauro ci penserà Cesare Feifer, docente all'università di Roma 3 e direttore della rivista «Recupero e Conservazione», che rassicura: «Sarà un restauro molto conservativo e attento sia ai materiali che all'azione del tempo. Non vogliamo fare una sorta di Gardaland, bensì mettere in luce le architetture e le storie che hanno segnato Verona».
VERONA - E adesso recuperiamo le mura
L'amministrazione comunale di Verona ha presentato un progetto di riqualificazione delle ex caserme austriache di Veronetta, che includerà una zona residenziale, un campus universitario e un grande parco con strutture sportive. Il progetto è ambizioso e richiede diverse autorizzazioni, tra cui la verifica della presenza di ordigni inesplosi nella zona. L'assessore all'Urbanistica Vito Giacino ha spiegato che il progetto si estende su oltre 250 mila metri quadrati e che l'obiettivo è quello di riqualificare le mura della città, riportandole alla luce sullo stile di quanto fatto a Lucca.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo