CAGLIARI. In Consiglio regionale le parole pesano. E così l'affermazione dell'assessore Asunis: «Questo non è il piano casa» ha tenuto impegnati i consiglieri regionali per tutto il pomeriggio di ieri. Con un emendamento la Sinistra ha tentato di cambiare il titolo del disegno di legge ma l'esito del voto è stato negativo: resta la dicitura: «Disposizioni straordinarie per il sostegno dell'economia mediante il rilancio del settore edilizio». Quello della Sinistra è stato il primo emendamento esaminato dei 421 depositati ieri dopo l'esame compiuto dalla Commissione Urbanistica, presieduta da Matteo Sanna. Comunisti e Rossomori miravano a cambiare il titolo della legge, facendo un riferimento preciso alla necessità di garantire la prima casa per gli outsiders, la fascia più debole della società. Roberto Capelli (Udc) ha difeso l'impianto della legge, citando i «Piani casa» delle altre regioni: «Nessuna predispone interventi per garantire l'accesso alla prima casa», ha affermato, «perché quelli sono provvedimenti da prendere con i Collegati alla Finanziaria ». Così come aveva sostenuto l'assessore Asunis. Ma dalla Sinistra è rimasta ferma la contrapposizione e Ben Amara (Comunisti), giocando ancora con le parole ha affermato: «Il Centrodestra parla di strategia ma in realtà usa uno stratagemma per buttare cemento ». Stabilita comunque l'intestazione della legge, il dibattito è scivolato sulle finalità delle norme edilizie: rilanciare l'economia. Ma come? Per il sardista Efisio Planetta «manca il beneficiario. Dovrebbe essere colui che dall'economia trae il reddito ma a chi giova»? Parole che hanno sottolineato la distanza del Psd'Az da questa legge e soprattutto su quell'emendamento della Giunta che prevede di ampliare le volumetrie nella fascia dei 300 metri dal mare. Chicco Porcu si spinge più in là: «Le finalità non sono quelle di dare la casa ai più disagiati o rilanciare il sistema economico. Noi in aula facciamo ostruzione perché non possiamo fare diversamente; in commissione avevamo proposto una nostra legge per agevolare le fasce sociali più deboli ma non ci hanno ascoltati». Claudia Zuncheddu (Rosso Mori) ha lanciato l'allarme sulla possibilità che il Centrodestra passi alla storia per la cementificazione delle coste, Cesare Moriconi (Pd, vicepresidente della commissione) ha spiegato: «È uno strumento che rischia di essere inefficace per i conflitti e le sovrapposizioni che produrrà ». Il conflitto, ha spiegato Moriconi, nasce dalla deroga agli strumenti normativi comunali.